Il 26 agosto è stato registrato il minimo dell’estensione dei ghiacci nel Mar glaciale Artico, nella regione del Polo Nord.
L’Artico sembra un’enorme distesa fangosa, commentano gli scienziati, preoccupati dal fatto che lo scioglimento dei ghiacci continuerà fino a metà settembre, quando comincerà il periodo del congelamento. In base ai dati forniti dalla Nasa, l’ente spaziale americano, lunedì l’istituto americano National Snow and Ice Data Center ha riferito che il 26 agosto l’estensione dei ghiacci marini artici era di 4,1 milioni di km2, 7.000 km2 in meno del precedente record negativo registrato nel settembre 2007.
I dati sono stati confermati martedì 28 agosto dall’istituto russo per l’Artico e l’Antartico.
Dal 1979, quando sono iniziati i primi rilevamenti satellitari, l’estensione della banchisa di ghiaccio nel Mar Artico è diminuita di oltre il 40%.
Il mese di luglio si è rivelato il più caldo mai registrato nell’emisfero nord. Gli scienziati e diverse ONG chiedono misure urgenti per limitare le emanazioni di gas a effetto serra.
“Si tratta di segni visibili e palpabili del riscaldamento climatico – ha sottolineato il climatologo francese Jean Jouzel, vice-presidente del Gruppo intergovernamentale di esperti sull’evoluzione del clima.
Bob Ward, responsabile della ricerca sul clima presso la London School of Economics, ha rilevato che alla velocità attuale del riscaldamento climatico, entro poche decine di anni la banchisa di ghiaccio del Mare dell’Artico si scioglierà completamente nei mesi estivi.
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