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Un’iniziativa che sbaglia il bersaglio – Maurizio Agustoni

Il prossimo 23 settembre il popolo ticinese sarà chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa popolare “un concreto aiuto agli anziani in difficoltà”, impropriamente denominata “13a AVS”.

I fautori dell’iniziativa sostengono che il loro obiettivo è quello di offrire un tangibile riconoscimento ai tanti anziani ticinesi che, dopo una vita di sacrifici a profitto della società, si trovano in difficoltà economica. Per questo motivo propongono di versare un assegno annuale di CHF 1’200.- alle persone singole e CHF 1’700.- alle coppie di anziani che, oltre all’AVS, percepiscono la Prestazione Complementare dell’AVS (cosiddetta PC).

La PC consiste nella copertura del fabbisogno minimo, calcolato come segue: CHF 1’587.50 per la copertura del fabbisogno personale, CHF 1’100.– per l’affitto e CHF 412.– di cassa malati. In definitiva, una persona sola al beneficio della PC percepisce oggi prestazioni mensili per CHF 3’100.– netti (AVS compresa), è esente dalle imposte (compreso il canone radiotelevisivo), ha coperte le spese dentarie e non paga la franchigia in caso di malattia. Per le coppie la PC ammonta a CHF 4’455.– netti.

Insomma, si sta parlando di persone che, proprio per la loro condizione modesta, sono già giustamente aiutate, talvolta in misura maggiore rispetto ad altre categorie di persone per cui la realtà è ben diversa. Molte famiglie con figli sono costrette a sbarcare il lunario con mezzi proporzionalmente inferiori.
Ma vi è di più: in Ticino, solo il 20% degli anziani percepisce la PC AVS: l’80% degli anziani sarebbe quindi completamente escluso dall’iniziativa. Se consideriamo poi i soli anziani di nazionalità svizzera, la percentuale degli esclusi sfiora il 90%. I “noss vecc”, oltre vedersi negata la “13a AVS”, dovrebbero anzi finanziare con le loro imposte un contributo supplementare alla minoranza di anziani che, già oggi, riceve la PC ed è quindi garantita nella copertura del suo fabbisogno.

Per aiutare davvero gli anziani ticinesi sono preferibili altre soluzioni, ad esempio quelle proposte dal gran consigliere Gianni Guidicelli per ridurre il cosiddetto “effetto soglia”, ovvero il meccanismo per cui chi dispone anche di un solo franco sopra le soglie di reddito e sostanza fissate per la PC non riceve nulla.
In effetti molti anziani ticinesi sono totalmente esclusi dalle prestazioni sociali perché, dopo anni di sacrifici, sono proprietari di una casa d’abitazione. Questi anziani, e sono la maggior parte, non percepiscono la PC e non percepirebbero quindi neppure la “13a AVS”.
Insomma: chi ha lavorato tutta la vita, ha costituito una piccola pensione e ha potuto finalmente costruire una casetta sarà escluso dalla “13a AVS”, che andrà invece a esclusivo beneficio di una minoranza, certamente bisognosa e meritevole di rispetto e attenzione, ma che già oggi riceve dallo Stato un concreto sostegno finanziario.

Ciò non bastasse, l’introduzione di questo ulteriore squilibrio nella ripartizione dell’aiuto sociale costerà alla cittadinanza 16 milioni di franchi l’anno, verosimilmente destinati ad aumentare progressivamente.
Insomma, l’iniziativa popolare persegue senza dubbio, e in buona fede, un obiettivo ammirevole, perché si propone di aiutare delle persone – i nostri anziani – verso cui tutto il popolo ticinese deve riconoscenza e rispetto.
Tuttavia, il meccanismo proposto, al di là dei potenziali conflitti con il diritto federale che potrebbe renderlo inapplicabile, è sbagliato e, invece di aiutare chi ha bisogno, aggrava gli squilibri già esistenti oggi nella distribuzione degli aiuti sociali, favorendo una fascia della popolazione già sostenuta in modo importante.

Un concreto aiuto ai nostri anziani richiede altri strumenti, come una maggiore gradualità nel diritto agli aiuti sociali, una rete di contatto umano e personale capillarmente diffusa sul territorio e il riconoscimento autentico del ruolo dell’anziano nella nostra società.
Il prossimo 23 settembre votiamo quindi NO, all’iniziativa popolare “un concreto aiuto agli anziani in difficoltà”.

Maurizio Agustoni, deputato PPD al Gran Consiglio

Redazione

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