“Cattaneo migliorerà un rapporto sinora inesistente” – Domande al presidente PPD Giovanni Jelmini

“A un ballottaggio Giudici-Borradori non credo”.


Ringraziamo vivamente l’avvocato Giovanni Jelmini per le sue interessanti risposte.


Ticinolive Lo schema sembrava sicuro.
— Al primo turno viene eliminato Morisoli.
— Al secondo Pini, incamerando il grosso dei voti di Morisoli, batte Cattaneo.
Ma Cattaneo ha vinto. Come mai?


Giovanni Jelmini Perché gli schemi in politica non sono più un automatismo e questo dovremmo averlo capito dopo quanto successo in Ticino negli ultimi anni. Semmai la domanda, se mi consente, è a sapere perché Michele Morisoli sia stato estromesso al primo turno. Perché, credo, la gente preferisce oggi profili più marcati, più decisi e meno inclini al compromesso.

Quanto ha pesato in favore di Rocco Cattaneo il fatto che egli fosse il candidato indicato dalla sezione PLR di Lugano? Quanto ha pesato contro Nicola Pini la vicenda FoxTown?
GJ Alla prima domanda non so rispondere perché non conosco la forza dei liberali luganesi rispetto al resto del Cantone. In merito alla vicenda Fox Town, la sorprendente decisione della direttrice del DFE è stata valutata negativamente sia dal mondo economico e imprenditoriale che da quello dei rappresentanti dei lavoratori. Rocco Cattaneo si è distanziato da quella sfortunata decisione, mentre Nicola Pini ha dovuto sostenerla. Questo non credo che abbia giovato alla sua candidatura anche se la differenza di preferenze tra i due candidati è comunque risultata minima.

Per una volta ha vinto la “destra” del partito? È vero o è un’illusione ottica?
GJ Ha vinto la parte liberale del partito, quella meno statalista e più interessata al discorso concernente la crescita economica del Cantone, piuttosto che ai temi ideologici – e in parte, grazie al cielo, superati – sulla laicità dello stato o sul primato del pubblico nel settore scolastico, in quello sanitario ecc. Da questo profilo, non è un’illusione ottica…

La presidenza Cattaneo favorirà un migliore rapporto del partito con il PPD?
GJ Credo proprio di sì, anche perché non è difficile migliorare un rapporto sinora inesistente. Con la dirigenza precedente del PLRT, che ha sempre preferito il PS come suo interlocutore ed ha sempre mantenuto una posizione preconcetta nei confronti del nostro partito, non era possibile un dialogo o un confronto di idee. Con la nuova dirigenza credo e mi auguro che si potrà parlare, discutere, confrontarsi e trovare qualche punto d’intesa e questo nell’interesse di tutto il Ticino.

Si ha l’impressione che alcuni radicali accusino il PPD di essere vicino alla Lega, formando – con altre forze politiche – la cosiddetta “Santa Alleanza”. È un’accusa plausibile e ragionevole?
GJ Non è un’impressione, ma piuttosto una vera e propria accusa espressa esplicitamente l’ultima volta, in ordine cronologico, sabato scorso da Gendotti in occasione del congresso del PLRT. È l’accusa di chi ha perso la maggioranza che deteneva in Governo da oltre mezzo secolo e non sa accettare il responso popolare. E allora, anziché imporsi una sana e salutare autocritica, cerca negli avversari politici la risposta a tutti i mali del Ticino. Talvolta, una buona autocritica e un pizzico di umiltà possono avvicinarti, quantomeno per simpatia, a quell’elettorato che negli ultimi anni si è allontanato. Detto questo, come popolari democratici, rinnoviamo la nostra disponibilità a discutere e confrontarci con tutti gli attori politici presenti in Ticino e interessati a far crescere questo Cantone, senza preclusioni preconcette.

Quali provvedimenti dovrebbe prendere il neo-presidente, da subito, per salvare il partito a Lugano? Nel caso di un ipotetico ballottaggio Giudici-Borradori per il sindacato, come si comporterebbero i popolari democratici luganesi?
GJ A mio parere – e qui risponde il presidente di un partito cantonale – non si tratta di salvare il partito a Lugano, ma piuttosto di salvare e rimotivare il partito in Ticino. E per far questo occorre tornare a parlare con i cittadini, ascoltarli e comunicare con loro, proponendo in modo chiaro – anche se i problemi sono spesso complessi – soluzioni comprensibili, oltre che percorribili. Per quanto concerne il sindacato di Lugano, non credo proprio a un “ipotetico ballottaggio Giudici-Borradori”.


Esclusiva di Ticinolive, riproduzione consentita citando la fonte.

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