Il Consiglio degli Stati rifiuta l’elezione del governo da parte del popolo. Lunedì, con 35 voti contro 6 ha chiesto il rigetto dell’iniziativa popolare UDC.
Il testo dell’UDC prevede l’elezione del governo federale ogni quattro anni con il sistema maggioritario a due turni.
La Svizzera formerebbe un’unica circoscrizione elettorale, con una clausola che ai latini accorderebbe due seggi (per dare qualche possibilità al Ticino di essere rappresentato in governo).
Uno scrutinio popolare rafforzerebbe la legittimità del Consiglio federale e la democrazia diretta, assicurando una migliore separazione dei poteri tra esecutivo e legislativo, ha declamato – invano – Peter Föhn (UDC/SZ).
La destra radicale non è stata l’unica a sostenere l’iniziativa. Il senatore dei Verdi di Ginevra Robert Cramer ha denunciato un’eccezione federale, in quanto gli esecutivi cantonali e comunali sono eletti dal popolo.
Sostegno alla votazione popolare del Consiglio federale è stata pure espressa dalla socialista vodese Géraldine Savary.
Contro l’iniziativa UDC si è espresso il Consigliere agli Stati ticinese Fabio Abate, argomentando che i Consiglieri federali non devono avere anche la preoccupazione di dover pensare alla loro rielezione. Inoltre Abate non è sicuro che verrebbero rispettate le garanzie riguardanti la minoranza latina, con il conseguente rischio di un conflitto tra ticinesi e romandi.
(Fonte : Le Matin.ch)
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