Un anno e mezzo di campagna elettorale. Centinaia di milioni di dollari spesi, decine di migliaia di chilometri percorsi, migliaia strette di mano e decine e decine di discorsi.
La campagna elettorale per le presidenziali USA giunge al termine. I primi seggi di voto hanno aperto martedì a mezzogiorno, ora svizzera.
Unica eccezione il piccolo villaggio di Dixville Notch, nel New Hampshire, che come da tradizione ha aperto i seggi elettorali a mezzanotte, ora locale.
All’ora attuale, lo spoglio delle 10 schede è già stato eseguito. I due candidati sono giunti a parità : cinque voti per Barack Obama, cinque voti per Mitt Romney.
Lunedì 5 novembre, nella sua ultima giornata di campagna Barack Obama ha ancora percorso tre Stati chiave : Wisconsin, Ohio e Iowa.
Per martedì non ha programmato alcuna attività pubblica, ad eccezione del discorso che pronuncerà in serata a Chicago, sulle rive del Lago Michigan.
Per diventare il 45esimo presidente degli Stati Uniti, Mitt Romney, leggermente arretrato nei sondaggi (47.4% contro il 47.8% di Obama), da giorni è impegnato in vere e proprie maratone per acquisire la maggioranza degli Stati chiave.
In campagna in Florida, Virginia, New Hampshire e ovviamente nell’importantissimo Ohio, lunedì Romney ha nuovamente criticato il bilancio del quadriennio di Obama : “Quasi tutte le misure adottate dal presidente hanno reso difficile la ripresa economica. Il presidente ha promesso il cambiamento, ma non ha saputo realizzarlo. Io non solo vi prometto questo cambiamento, ma già in passato ho saputo attuarlo.”
Martedì Mitt Romney voterà a Belmont, nel Massachusetts poi si recherà nuovamente nell’Ohio e in Pennsylvania, segno che intende impegnarsi sino alla chiusura dei seggi elettorali.
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