La Lega dei ticinesi si prepara a lanciare il referendum contro l’accordo fiscale che il governo svizzero stipulerà con l’Italia qualora l’imposta liberatoria sarà superiore al 8%-10%.
In un comunicato firmato dal Consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri, si legge che il partito si opporrà “con tutte le proprie forze e con ogni mezzo a qualsiasi accordo fiscale con l’Italia”.
Il comunicato prosegue dicendo che aliquote superiori sarebbero infatti catastrofiche per la piazza finanziaria ticinese e non possono in nessun caso essere accettate, “nemmeno da un Consiglio federale che ha fatto del cedimento ad oltranza la propria politica deve potersi permettere di giungere ad accordi simili, sulla pelle dei ticinesi.”
Secondo la Lega non c’è alcuna fretta di concludere accordi fiscali con l’Italia, “non essendoci infatti motivo per cui bisognerebbe dare soldi alla Penisola. La cancellazione immediata della Svizzera dalle black list italiane illegali – a tutt’oggi non avvenuta – avrebbe dovuto essere la premessa per entrare in materia su ogni e qualsiasi accordo fiscale, non certo l’obiettivo da raggiungere.”
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x il contenuto: quoto!
x la forma (del titolo): si evoca lo spettro (inteso come spauracchio) del referendum; un referendum si invoca.