L’accordo siglato dal Fondo monetario internazionale e dall’Eurogruppo, per ridurre il debito greco e permettere il pagamento ad Atene di 43.7 miliardi di euro, è solo una boccata d’aria.
L’accordo di Bruxelles non era né facile né scontato, scrive il giornale greco To Vima : “Al contrario, questa riunione durata oltre 12 ore rischiava di naufragare, come affermavano molte fonti.
Bisogna ricordare che senza l’adozione delle nuove misure di rigore a inizio novembre, non sarebbe stato concesso nulla al paese, e che la Grecia si sarebbe ritrovata in una posizione molto difficile.
La strada intrapresa, un’insieme di diversi strumenti per evitare una scelta chiara sulla riduzione diretta del debito, non è certo la migliore.
E questo lo si vede chiaramente nella diffidenza nei confronti della politica greca e nell’influenza dell’etica protestante della politica europea.
L’Europa non agisce con flessibilità, non ha apprezzato i sacrifici del popolo greco.
Una cosa è certa: gli europei avrebbero potuto essere più cortesi nei confronti della Grecia. Tuttavia “sempre meglio di niente”, dice l’adagio popolare.
Senza questo accordo oggi la situazione sarebbe molto diversa. Adesso possiamo finalmente respirare. Anche se persistono vincoli e attriti.
In ogni modo l’aiuto esterno non basta e non durerà a lungo. Questo significa che la Grecia dovrà trovare la sua strada verso lo sviluppo. Tutte le forze interne, politiche, imprenditoriali e sociali devono smuovere cielo e terra per favorire il risanamento del paese.”
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