Mercoledì 5 dicembre l’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s ha messo la Grecia in “default parziale”, a un solo scalino dal default di pagamento.
Questo mentre il paese ellenico è impegnato in un complesso programma di riacquisto del debito, atto a sbloccare l’aiuto dei creditori internazionali.
L’agenzia ha abbassato a “SD” (selective default) la nota dell’indebitamento a lungo termine della Grecia, una nota che era “CCC”, già di per sè sinonimo di un vero rischio di non-rimborso.
Per giustificare la sua valutazione, S&P menziona l’operazione che il governo di Atene ha lanciato lunedì, conformemente all’accordo del 27 novembre con i creditori internazionali (Unione europea e Fondo monetario internazionale) per alleggerire l’astronomico debito del paese.
L’operazione, di cui i primi risultati saranno resi noti il 13 dicembre, consiste per la Grecia nel riacquistare una parte del suo debito a prezzo ultra-scontato, presso investitori privati, per portare il suo indebitamento al 124% del Pil entro il 2020, contro il 170% previsto per fine 2012.
“Questa proposta è stata fatta sotto pressione e implica che gli investitori riceveranno meno soldi di quanto fosse stato promesso – giudica S&P, concludendo che l’operazione costituisce, secondo i suoi criteri, un default parziale.
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