Una sessantina di richiedenti l’asilo ospitati in una struttura a Monteggio, nell’attesa della decisione della Confederazione circa la possibilità di restare in Svizzera.
Questa la richiesta che il Cantone ha fatto al comune di Monteggio, anche nell’ottica di alleggerire il carico di asilanti che pesa sul centro di accoglienza di Chiasso. Ma il Municipio del comune del Malcantone si oppone con decisione.
Sull’edizione di sabato 5 dicembre del Corriere del Ticino, il sindaco Piero Marchesi spiega le ragioni del rifiuto : “Una nostra grande preoccupazione riguarda la sicurezza: chi gestirà il centro? Il Cantone dice che verrà incaricata una ditta, ma allargando il discorso a tutto il Comune ci sentiamo già un po’ scoperti: di polizia ne vediamo ben poca e le dogane non hanno più un presidio fisso.
Poi l’arrivo di un centro asilanti penalizzerebbe la vocazione residenziale e turistica del Comune, e noi sul turismo ci puntiamo: abbiamo il Bosco della Bella, il Campeggio Tresiana, il progetto del campo da golf La Pampa che non è chiuso del tutto.
Poi c’è l’albergo I Grappoli di Sessa, che potrebbe risentire anch’esso della presenza di un centro. Senza dimenticare che la gente non lo vuole. C’è pure la preoccupazione che il numero di ospiti indicato alla fine salga.
… Il problema è che l’applicazione della legge sui richiedenti l’asilo non funziona correttamente, soprattutto per il fatto che molti profughi alloggiano in Ticino senza lavorare e chi non lavora, spesso, ha tutt’altre intenzioni.
A Chiasso con il lavoro volontario le cose sembrano esser migliorate, ma si può pensare anche all’obbligatorietà. Poi c’è la questione della distribuzione sul territorio: perché non utilizzare le caserme o altre strutture militari dismesse? Ce ne sono tante.
… Se gli asilanti si integrassero bene nella comunità, sarebbe tutto più facile. Ora però non ci sono le condizioni.”
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