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Centro asilanti a Monteggio – L’opinione dell’UDC sezione Lugano

L’Ufficio presidenziale del Distretto UDC di Lugano ha seguito con vivo interesse la vicenda della possibile installazione di un centro asilanti, gestito dalla Confederazione, nel comune di Monteggio.

Nell’intervista apparsa lo scorso sabato 5 gennaio sul Corriere del Ticino, il Sindaco di Monteggio, Piero Marchesi, ha espresso la posizione, sua e del Municipio, su questo scottante tema.
Da parte loro, il Distretto UDC di Lugano e la Sezione UDC Regione Malcantone hanno deciso di sostenere la posizione del Comune malcantonese.

Il sistema adottato da Confederazione e Cantoni nella ricerca di ubicazioni “adatte” all’accoglienza di queste persone è chiaramente da rivedere.
Basti pensare alla situazione che vive ormai da tempo il Comune di Chiasso, è un chiaro esempio di come la Confederazione non sia assolutamente in grado di gestire un centro di sua competenza.
Non passa giorno senza che nella cittadina di confine si verifichino furti ed atti di violenza e questo non solo tra richiedenti d’asilo ma anche con la popolazione locale.
Questi fatti sono ormai considerati d’ordinaria amministrazione e nemmeno i media riportano più queste notizie.
L’esperienza di Chiasso chiaramente non invoglia il Municipio di Monteggio ad accordare a dei richiedenti d’asilo il permesso di risiedere nel Comune.

Per quello che riguarda Monteggio, il nostro Distretto si oppone ad un eventuale insediamento di un centro asilanti in una Regione che, oltre ad essere un richiamo per il turismo, è anche considerata un “polmone verde” del polo Luganese.
Il presidente del Distretto Tiziano Galeazzi (che fu municipale a Monteggio nella passata legislazione) è particolarmente preoccupato.
Negli ultimi anni, si sono verificati molti furti in tutta la zona tra Monteggio, Sessa e Astano ed ovviamente ciò ha preoccupato non poco la popolazione. Le comunità si sono implicate in prima persona, istituendo delle ronde private, al fine di migliorare la sicurezza.
Data la situazione attuale, possiamo ben immaginare come l’installazione di un centro asilanti possa suscitare la paura della popolazione.

Riteniamo inoltre che anche la vicinanza con la frontiera potrebbe avere un peso a livello della sicurezza della Regione.
Infine, l’ubicazione individuata dal Cantone e dalla Confederazione è attualmente oggetto di studio per un rilancio del turismo locale: il Bosco della Bella infatti è stato per molto tempo una meta molto apprezzata dai turisti di tutta la Svizzera.

Purtoppo constatiamo che il Malcantone è una regione snobbata da tutti, pensiamo ad esempio alla situazione del traffico che da più di 40 anni è in attesa di una soluzione.
Sembrerebbe che il Malcantone venga sfruttato unicamente per sgravare le altre regioni dai loro problemi. Nè la popolazione residente, nè l’UDC (Distretto e Sezione) hanno l’intenzione di permettere un simile affronto.
Il Ticino, ma anche altri Cantoni, dispongono di luoghi che sono più che adatti per insediare dei centri d’accoglienza come le caserme abbandonate a causa della riduzione del personale dell’esercito.
La Confederazione dovrebbe approfittare di questi centri, pagati con i soldi dei contribuenti, anziché lasciarli deperire e andare a danneggiare altre Regioni.

Distretto UDC di Lugano
Il presidente Tiziano Galeazzi

Redazione

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