Il 21 novembre 2010 a Brusio venivano uccisi – nell’ufficio della loro azienda – i coniugi Gianpiero Ferrari e Gabriella Plozza, 58 e 57 anni.
Dopo le udienze preliminari dello scorso autunno, mercoledì mattina si è aperto il processo al presunto mandante del delitto, l’imprenditore valtellinese Ezio Gatti (nella foto) e al presunto killer, il cittadino moldavo Ruslan Cojocaru.
In questa giornata viene ricostruita tridimensionalmente la scena del crimine, come si presentava la mattina del 22 novembre, quando i figli dei coniugi Ferrari avevano rinvenuto i due cadaveri.
L’accusa presenta le perizie e i rapporti sulla dinamica dei fatti e sulle armi : una pistola calibro 6,35 usata per uccidere Gianpiero Ferrari e una Beretta modello 92, usata per sparare alla donna, a cui l’omicida ha sfondato il cranio.
Venerdì 25 gennaio l’accusa porterà in aula tre periti che si esprimeranno sul Dna del reperto rinvenuto sotto le unghie di Gianpiero Ferrari, elemento che proverebbe la presenza sulla scena del crimine di Ruslan Cojocaru.
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