Mercoledì, al processo in corso a Sondrio per l’omicidio dell’imprenditore poschiavino Gianpiero Ferrari e di sua moglie Gabriella – entrambi uccisi nella loro azienda di Brusio – si sono scontrati il giudice e l’avvocato Carlo Taormina.
Taormina difende il presunto mandante degli omicidi, il 41enne Ezio Gatti, mentre il presunto killer, il moldavo Ruslan Cojocaru, è difeso dall’avvocato Rossella Sclavi.
Taormina aveva iniziato a manifestare nervosismo già negli scambi con il procuratore, agitazione poi salita alle stelle quando il giudice gli aveva impedito di terminare l’interrogatorio di un teste. In segno di protesta Taormina ha abbandonato l’aula.
Nella giornata processuale di mercoledì sono stati sentiti quattro agenti della Polizia scientifica del canton Grigioni, che hanno descritto la scena del crimine al momento del loro intervento.
In aula sono state proiettate le immagini del luogo del delitto e di fronte alle foto dei due cadaveri straziati, Ezio Gatti ha distolto lo sguardo mentre Ruslan Cojocaru ha guardato senza mostrare alcuna emozione.
Uno degli agenti di polizia ha spiegato come in un primo tempo tra gli indagati figurassero Piero e Ennio Ferrari, rispettivamente fratello e nipote di Gianpiero.
In seguito i due uomini erano stati scagionati, quando le indagini non avevano trovato nessuna prova di un loro coinvolgimento nel delitto.
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