In un rapporto presentato martedì, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon evoca la transizione nel Mali e ventila la possibilità di inviare truppe nel paese africano. Una missione di mantenimento della pace, accompagnata da soldati per combattere gli estremisti islamici.
Più di tre mesi dopo l’inizio dell’offensiva militare francese, le forze straniere presenti in Mali potrebbero avviare una transizione. Lo ha detto Ban Ki-moon presentando un rapporto martedì 26 marzo. Due opzioni saranno presentate al Consiglio di sicurezza.
Un’opzione consiste nel dispiegare una forza di mantenimento della pace forte di 11’200 uomini e accompagnata da una “forza parallela” per combattere i guerriglieri islamici.
“Dato il livello e la natura della minaccia residua, vi sarà bisogno di questa forza parallela accanto alla missione Onu, per condurre operazioni importanti di combattimento e di contro-terrorismo – sottolinea il rapporto.
Senza fare riferimento esplicitamente alle truppe francesi (4’000 soldati francesi sono presenti in Mali), con questa forza parallela il testo sembra indicare che le Nazioni Unite desiderano il mantenimento di una presenza militare francese di appoggio alla “missione di stabilità”.
La seconda opzione sarebbe rinforzare la missione politica delle Nazioni Unite nel Mali, lasciando alla Misma, la forza panafricana, il compito di garantire la sicurezza.
La Misma sarebbe assistita da “sforzi militari bilaterali a sostegno delle forze del Mali”. Avrebbe allora un ruolo offensivo e di stabilizzazione centrato sui gruppi armati islamisti.
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