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Gianfranco Soldati – Un poscritto dopo la diretta TV (lunedì 8)

[fdm] Il dottor Soldati ci ha inviato stamani questo breve poscritto al suo articolo “Lugano ombelico del mondo?”. Lo pubblichiamo senza problemi, poiché formula un’opinione sensata e motivata, ma teniamo a precisare che il nostro portale non ha alcuna critica da muovere al candidato Unternaehrer, il quale dichiara in santa pace quel che gli pare e piace. Quanto all’ambita leadership, essa resterà in mano liberale (ciò che noi speriamo) se così decideranno gli elettori.


Ho seguito l’ultimo dibattito alla TSI con tutti i candidati al municipio di Lugano. Un dibattito esemplare a confronto di quel che vedo sui canali italiani, dove tutti parlano simultaneamente creando solo confusione e voglia di cambiar canale. Eccezione, devo riconoscerlo, la succursale di Telekabul, Rai News 24, che chiama 2 persone, una di sinistra, l’altra di destra, a commentare succintamente un determinato tema. Mi hanno stupito, in bene, i due conduttori-moderatori, concisi, pertinenti e, quando necessario, anche pungenti. Equilibrati nel dare la parola ai “grandi” (uomini e partiti), come ai “piccoli”.

Tra i contendenti, vecchie volpi e principianti imbarazzate, uno un palmo sopra gli altri, il signor Unternährer. Liberale il bisavolo (a suo tempo primo liberale dell’Appenzello esterno?), liberali i 2 nonni e il padre (le donne non votavano ancora), liberale il candidato attuale, come i 4 figli, 9 nipoti e 17 pronipoti. Nella storia della famiglia, mai una scheda sporcata con un voto di panachage. Ammette, il liberale DOCG (di origine controllata e garantita), che tutti i partiti hanno uomini all’altezza di un posto in municipio e accetta, modestamente, la loro collaborazione. Ma la guida, la leadership, quella deve restare in mano liberale. Lo è sempre stata nel passato e deve restarlo anche nel futuro. Pena il disastro. E`grato al padre che gli ha dato il nome non frequente di un amato sindaco di un recente passato e ne va fiero.

Qualcuno dei suoi amici (del partito, naturalmente) dovrebbe chiamarlo da parte, in un luogo al sicuro da occhi e orecchie indiscreti, e spiegargli, anche con metodi coercitivi se necessario, il significato dell’aggettivo “controproducente”. Temo proprio che con questo sostenitore il sindaco uscente abbia perso voti. Per fortuna la mia è solo un’opinione.

Gianfranco Soldati

Relatore

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