Sbloccata la questione della trasformazione dei rustici all’interno delle “zone blu”, non contestate dalla Confederazione, scrive nella sua edizione odierna il Corriere del Ticino : ” Il Cantone potrà rilasciare da subito le licenze edilizie per la ristrutturazione e per eventuali future richieste da parte dei 7mila proprietari di cascine e stalle considerate già ora riattabili”.
“Il via libera è scaturito da un incontro ieri a Berna fra i funzionari dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale e i vertici del Dipartimento del territorio, in testa il neodirettore Michele Barra, alla sua prima trasferta nella capitale – prosegue l’articolo – Barra si è detto «soddisfatto per un risultato importante, atteso da tempo e frutto di un notevole lavoro svolto negli ultimi anni a livello cantonale dai servizi del dipartimento, dal Gran Consiglio e dalla Deputazione ticinese alle Camere».
L’Ufficio federale ha aderito alle richieste del Cantone, accettandone il modo di procedere e impegnandosi a non presentare opposizioni contro le licenze edilizie.”
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Il Ticino speculatore, demolitore di perle architettoniche subito sostituite da mostri di reddito, vince sempre le sue battaglie (grandi o piccole) finalizzate alla cementificazione di un territorio che la natura ingenuamente ha affidato alla cura di un popolo mercante. Ho visto tanti rustici ristrutturati con criteri a dir poco umilianti. Un cantiere infinito che ha sconvolto il patrimonio paesaggistico invidiabile (un prezioso bene datoci in prestito) da utilizzare intelligentemente per richiamare un sano turismo. Quando mai! Proprio per piangerci sopra un'altra volta. Povero Ticino. Una Valle cementizia che viene sempre più ad assomigliare culturalmente e socialmente a una terra devastata. Sud.