Le modifiche urgenti alla legge sull’asilo, in votazione popolare il 9 giugno, non proteggono adeguatamente le persone in pericolo, indicano i ricercatori dell’Università di Neuchâtel.
Uno studio condotto presso l’Università di Neuchâtel sulla revisione della legge sull’asilo rivela che la soppressione delle domande d’asilo nelle ambasciate restringe l’accesso a numerose persone vulnerabili.
La concessione di visti umanitari non offre una reale alternativa alle domanda d’asilo in ambasciata, mostrano Robin Stünzi e Clément de Senarclens, del Centro di diritto delle migrazioni.
La soppressione di questa procedura, che permetteva una protezione efficace alle persone vulnerabili, spingerebbe queste ultime a tentare il passaggio illegale alle frontiere.
Anche l’isolamento in centri specializzati potrebbe essere di difficile applicazione, fanno notare i ricercatori ricordando che al momento nessun centro di questo genere è ancora aperto.
Esistono anche incertezze sulle caratteristiche delle persone che potrebbero essere mandate in simili strutture. Ci si deve attendere a forti disparità cantonali.
Infine, la messa in opera di queste strutture solleva il problema della loro localizzazione e delle loro restrizioni.
Se lontane dai centri abitati, potrebbero costituire una violazione della libertà di movimento garantita dalla Costituzione federale e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
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