Lodevole Consiglio di Stato,
Non risale a nemmeno un mese fa, la notizia che un medico italiano, impiegato presso il servizio rendite di invalidità, alcuni anni fa è stato condannato in Italia a due anni con la condizionale dopo un patteggiamento per reati finanziari. Il medico aveva ottenuto l’autorizzazione a libero esercizio della professione medica nel 2010 ed era entrato nell’amministrazione cantonale nel 2011, dopo aver vinto un concorso. Il Consiglio di Stato, nella sua risposta all’interrogazione presentata nell’occasione dal deputato Massimiliano Robbiani, aveva dichiarato che al momento dell’assunzione nel casellario giudiziale del medico non figuravano iscritte condanne e che, in base all’autocertificazione, non si era a conoscenza di procedimenti penali o disciplinari pendenti. Prontamente, il medico è stato sospeso dal Consiglio di Stato.
Oggi, sul portale liberatv.ch, si legge quanto segue:
Un secondo medico dell’AI sospeso dal Dipartimento: è al centro di un’inchiesta penale
“Un secondo medico impiegato all’Assicurazione invalidità – lavorava presso il servizio medico regionale – è stato sospeso dal Dipartimento della sanità.
La misura è stata adottata in seguito all’apertura di un’inchiesta penale aperta dal Ministero pubblico per attività che il medico ha effettuato nel suo studio privato. Era infatti dipendente del Cantone soltanto all’80%. Non è per noto il motivo per cui sia penalmente indagato.
Il provvedimento è stato adottato nel mese aprile e il medico, di origine italiana, è stato sospeso senza stipendio. Parallelamente è stata avviata una procedura di licenziamento per rottura del rapporto di fiducia.
Si tratta del secondo caso che riguarda il servizio medico dell’AI: nelle scorse settimane era emerso il caso di un medico italiano che aveva una condanna per bancarotta in Italia. Anche in questo caso il Dipartimento ha optato per la sospensione, ma lasciando al medico il 50% del salario. I medici che lavorano all’AI sono in tutto una quindicina”.
La notizia è stata, solo in seguito, confermata dal Dipartimento della sanità e della socialità, tramite comunicato stampa.
La vicenda lascia alquanto perplessi, pertanto si chiede al Lodevole Consiglio di Stato:
Nell’attesa di una gradita risposta ai nostri quesiti, vi porgiamo i nostri migliori ossequi.
Amanda Rückert, Daniele Caverzasio, Massimiliano Robbiani
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