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In concorso, sinora, solo boiate – di Desio Rivera


 

In concorso, fino ad ora,  ho visto solo boiate. Escluso 2 film di registi statunitensi. Uno, sul problema del bullismo nella scuola: THE DIRTIES. Interpretato da un estroversissimo gay appassionato di cinema, un susseguirsi di performances divertenti e coinvolgenti. E, però, giù tante botte dai compagni di classe omofobi. E lui si fa una lista di questi compagnucci e, alla fine, è la strage con la pistola…come infatti succede a volte nelle scuole…

 

Poi l’altro, una docu-fiction, SHORT TERM 12, girata in una casa-ostello per ragazzi problematici, quelli con famiglie da paura, violentati, picchiati, abbandonati. E lì altri ragazzi poco più grandi di loro, gli angeli custodi che li accompagnano verso una vita serena. Una ragazza, specialmente, è particolarmente dotata per seguirli in questo percorso, per ritrovare la voglia di vivere. E, nel corso del film, scopriamo che ha un passato simile al loro e ancora presente nel suo essere. Aiutando, si aiuta ad uscirne. Coinvolgente e appassionante.

 

Un altro film in concorso, GARE DU NORD, promette molto ma si perde sulle storie di individui che, come i treni alla stazione, si incrociano e passano. Ma, contrariamente ai treni, che hanno una precisa destinazione, i protagonisti del film lo percorrono inutilmente, senza trovare un finale. Escluso quello del personaggio in cerca della figlia scappata da casa, infine ritrovata, gli altri personaggi non si capisce dove vadano a finire. Peccato, perchè il film è costruito bene ma, alla fine, mancano le fondamenta.

 

La Piazza dà invece più soddisfazione. Si vede che le entrate finanziarie del Festival sono rappresentate per 1/3 dalle vendite dei biglietti. Infatti i film solleticano il grande pubblico e, di massima, sono di successo e soddisfano.

Un po’ deludente il film italiano LA VARIABILE UMANA.  Foltissimo pubblico (la lingua italiana aiuta a riempire la Piazza) ma decisamente sotto tono. Un attore conosciuto per la sua vena comica, Silvio Orlando, che qui invece recita un ruolo drammatico. E risulta “moscio”.

 

Fortuna che il secondo film, WRONG COPS, questo girato negli USA dal regista francese, con la sua realtà rovesciata (i poliziotti sono i cattivi e i civili sono i buoni), riesce a far ridere a crepapelle con trovate incredibili (dal poliziotto spacciatore di erba nascosta in topi di fogna alle battute “politicamente scorrette”: una disabile sulla sedia a rotelle, incuriosita dall’auto vuota ma con la radio lasciata ad alto volume viene aggredita verbalmente dal proprietario dell’auto. Lei spiega che non è normale lasciare l’auto con la musica a tutto volume. Lui le risponde che non è normale camminare sulla sedia a rotelle quando si hanno 2 gambe…!…)
Ieri, sulla Piazza, LES GRANDES ONDES (à L’OUEST), un dovuto spazio al cinema svizzero con un film ambientato nel Portogallo della rivoluzione dei garofani. Una commedia stanca che non coinvolge. L’umore svizzero non è il massimo. Interessante poi vedere che, secondo il regista, già nel 1974 guardavamo al Portogallo come un paese da terzo mondo, capace solo di sfornare lavoratori stagionali… ma forse è stato guardato con gli occhi di oggi…

 

Desio Rivera

Relatore

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