I più importanti gruppi ribelli islamisti che in Siria combattono contro il regime di Damasco hanno affermato, martedì 24 settembre, di non avere alcuna rappresentanza all’estero, nemmeno la Coalizione nazionale.
“La Coalizione nazionale e il governo di Ahmad Tomeh [di recente nomina] non ci rappresentano e non li consideriamo legittimi – hanno indicato tredici fra i più importanti gruppi islamisti del paese in un comunicato congiunto.
Tra i firmatari del testo figurano l’Esercito siriano libero, il gruppo radicale, non djihadista, Ahrar Al-Sham, la brigata Al-Tawhid, principale ribellione nella regione di Aleppo e i djihadisti del fronte Al-Nosra, legato a al Qaeda.
La legge islamica, unica fonte di legislazione
I gruppi affermano che la Sharia, la legge islamica, deve essere l’unica finte della legislazione.
“Queste forze chiamano tutti i gruppi civili e militari a unirsi in un contesto chiaramente musulmano fondato sulla Sharia – si legge nel comunicato, il quale fa anche appello all’unità e al rigetto delle divisioni, mettendo l’interesse della nazione islamica al di sopra dell’interesse dei singoli gruppi.
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Almeno si sono uniti, é già un passo avanti
Un passo avanti?
Avanti verso che cosa?