L’UDC Ticino è sconcertata dalla decisione dell’Ufficio federale della Migrazione – ma la responsabilità ricade sul Dipartimento di giustizia e polizia, rispettivamente sul collegio del Consiglio federale – di insediare un centro di accoglienza per richiedenti l’asilo nella ex-caserma di Losone.
È l’ennesimo schiaffo che il Ticino deve subire dagli arroganti balivi bernesi.
Oltre al fatto che, in modo assolutamente inaccettabile, la notizia è stata data ai media prima che alle autorità comunali e cantonali, peraltro coinvolte in una trattativa per l’acquisto dell’immobile, dà fastidio il fatto che, come al solito, si vuole far passare la decisione come temporanea.
Purtroppo, in politica il “temporaneo” è spesso sinonimo di “definitivo”, una tesi che in questo caso è corroborata dal fatto che fino a poco tempo fa voci sia pure non ufficiali davano per probabile una rinuncia al progetto “perché l’investimento era troppo elevato per un utilizzo di soli tre anni”.
Facendo due più due, è più che legittimo il sospetto che fra tre anni ci diranno: “non abbiamo ancora ammortizzato la spesa, andiamo avanti”.
L’UDC Ticino esige che le autorità – in particolare il Cantone e la nostra deputazione a Berna – si attivino in prima battuta nell’ormai disperato tentativo di far cambiare idea al governo federale e, in subordine, al fine di ottenere garanzie dal Consiglio federale che comunque l’insediamento dei richiedenti l’asilo nell’ex-caserma di Losone non si protragga oltre il limite dei tre anni.
Una richiesta in questo senso sarà presentata tramite la deputazione UDC in Parlamento in occasione della prossima sessione delle Camere federali.
Secondo il partito, a monte del problema specifico inerente alla ex-caserma di Losone o di Bedretto o di qualsiasi necessità di strutture per alloggiare gli asilanti, c’è la sciagurata politica buonista adottata dalla Berna federale, che ha portato a un’immigrazione di richiedenti l’asilo assurdamente esagerata e a una durata delle procedure che ha dell’inverosimile.
Il 94/95% dei richiedenti l’asilo vede respinta la propria richiesta perché non legittimata: e con una procedura più snella (e decisamente meno garantista) non si sarebbe alla ricerca di soluzioni logistiche per i veri rifugiati.
UDC Ticino
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