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L’attivista svizzero di Greenpeace denuncia le condizioni di prigionia in Russia

In una lettera scritta dalla prigione di Murmansk, Marco Weber, il militante zurighese di Greenpeace incolpato di pirateria in Russia, ha dichiarato di essere incarcerato in condizioni difficili, in isolamento e privato della luce del giorno.

Il 28enne svizzero era stato arrestato il 18 settembre insieme ad altri 27 attivisti di Greenpeace e due giornalisti per un’operazione su una piattaforma petrolifera nell’Artico.
Rischia sino a 15 anni di carcere.

Il tribunale regionale di Murmansk si pronuncerà sul suo ricorso contro la detenzione preventiva il 21 ottobre, come ha confermato un portavoce di Greenpeace Svizzera sulla base di un’informazione dell’agenzia Ansa.

Redazione

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