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Shutdown. Una crisi inutile che costerà miliardi di dollari

Shutdown Stati Uniti – Chiudere i servizi pubblici e minacciare di congelare il debito non significa per forza risparmiare soldi. Ben lontana dall’aver migliorato i conti pubblici, la paralisi dell’amministrazione e l’inquietudine provocata dalla minaccia di un default di pagamento dovrebbero saldarsi con una fattura di diversi miliardi di dollari.

Le società che stanno annunciando i risultati trimestrali mostrano dati buoni per il periodo da luglio a settembre. Ma siccome hanno sospeso gli affari con le amministrazioni pubbliche o perchè hanno perso clienti, numerose sono quelle che anticipano un quarto trimestre negativo.

Fra il centinaio di aziende del S&P che hanno già annunciato i loro risultati, il 75% mostra una prospettiva negativa per il quarto trimestre. Sono meno inclini ad assumere personale. La metà dei dirigenti di queste aziende ammette di aver rinviato il piano delle nuove assunzioni di almeno sei mesi.

A essere toccate sono anche le piccole aziende : il lancio di nuove infrastrutture o i progetti di esportazione sono sospesi.
Per i ristoranti, gli hotel e i siti turistici, la perdita della cifra d’affari è definitiva : a Houston, ad esempio, la chiusura parziale della NASA a causa dello shutdown ha provocato un calo dei pernottamenti negli alberghi del 20%.
Le conseguenze non sono soltanto a livello nazionale : Dassault Aviation non è certa di poter raggiungere i suoi obiettivi annuali. Il gruppo spera ancora di poter consegnare 70 Falcon prima della fine dell’anno, ma gli eventi negli Stati Uniti potrebbero rimettere in discussione queste previsioni.

La crisi di bilancio negli Stati Uniti non è durata abbastanza per far cadere il paese nella recessione, ma colpisce in negativo la crescita del quarto trimestre, con un mancato guadagno stimato attorno ai 24 miliardi di dollari.
Malgrado la riapertura delle agenzie federali giovedì 17 ottobre, molte società non recupereranno la cifra d’affari che prevedevano per le prime due settimane di ottobre.

Il consumo delle economie domestiche rappresenta due terzi della crescita americana. Nonostante l’allarme delle grandi catene di distribuzione (Wal-Mart, Whole Foods, Target, ecc.) è ancora presto per misurare la portata del suo calo in queste due settimane.
La tendenza al ribasso del morale delle economie domestiche, che risulta dai sondaggi, è uguale a quella osservata nell’autunno 2008, dopo il fallimento di Lehmann Brothers.

Redazione

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