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Lo zodiaco e la scienza : il mese di nascita influisce sulla salute

Le antiche credenze astrologiche hanno spiegazioni razionali e scientifiche. Ad esempio, il mese di nascita potrebbe influire sull’apparire di talune patologie.

Un precetto che pare insensato ma che per molto tempo ha avuto riscontro presso i medici.
Lo stesso medico greco Ippocrate (460 a.C.-377 a.C.), considerato il padre della medicina, affermava che “un medico senza conoscenze dell’astrologia non ha il diritto di farsi chiamare medico”.

Nel tempo la pratica della medicina astrologica è andata scomparendo, ma oggi nel mondo scientifico riappare l’idea che il mese di nascita abbia un influsso sulla salute.
Recenti ricerche permettono di dare spiegazioni concrete e razionali a fenomeni che sin qui si potevano spiegare solo attraverso la mitologia.

I sintomi che siamo più propensi a sviluppare secondo il nostro mese di nascita.

Ad esempio è provato che una persona che nasce nei mesi freddi ha un rischio più elevato di schizofrenia rispetto a chi nasce in estate.
Lo stesso vale per il disturbo bipolare, l’autismo, la depressione. A essere chiamata in causa è la luce.
La luce penetra in effetti negli occhi. Il segnale inviato attraversa il corpo e raggiunge la serotonina del cervello, anche chiamata “l’ormone della felicità”.
La serotonina regola l’umore, l’appetito e il sonno. Un disequilibrio nella neurotrasmissione è alla base della depressione.

Le persone nate fra marzo e luglio hanno più possibilità di soffrire di alcolismo, mentre i disturbi bipolari si manifestano spesso fra le persone nate tra gennaio e aprile.
Per contro alcuni mesi appaiono privilegiati rispetto ad altri.
Settembre, ottobre e novembre sono i tre mesi nei quali i rischi di disturbi e malattie mentali sono deboli. In questi mesi “l’unico” rischio è legato alla sclerosi multipla e alla schizofrenia (quest’ultima solo per settembre).

“Gli astrologi non pensano che le persone siano predestinate in base alla posizione delle stelle e dei pianeti al momento della nascita e che questo non possa più cambiare – precisa Lauren Kassell, professore di storia e filosofia delle scienze a Cambridge – Malgrado vi sia un insieme di elementi che si forma al momento del concepimento, l’ambiente nel quale ci sviluppiamo esercita anche la sua influenza. Dunque nulla è perduto.”

(Atlantico.fr)

Redazione

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