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Svizzera e diritti umani quo vadis? – di Francesca Machado

[fdm]  Di fronte all’ostile e assai dannosa aggressività americana il nostro Paese, ragionevolmente, conclude un accordo con il gigante asiatico. Ciò che d’altro canto suscita obiezioni e riserve, parimente ragionevoli, che qui leggiamo ben espresse dall’articolista, esponente dell’associazione Ticino Tibet. L’ultima frase è da approvare e da meditare, mi spingerei sino a toglierne il “forse”.


Alcune associazioni, tra cui Ticino Tibet, e ONG del nostro paese hanno criticato questo accordo poiché la questione dei diritti umani e dell’ambiente, non rispettati dal colosso economico cinese, viene blandamente citata nel preambolo dell’accordo, e dunque non è per nulla vincolante.

“La promozione dei diritti dell’uomo è un obiettivo della politica estera della Svizzera” si legge nel sito dell’amministrazione federale. La Svizzera e la Cina hanno avviato[fdm] il dialogo sui diritti dell’uomo nel 1991. L’obiettivo era di ottenere un miglioramento duraturo della protezione dei diritti dell’uomo. Sono trascorsi ben 22 anni e di strada se ne è fatta ben poca.

Per poter commerciare con la massima libertà economica noi svizzeri vogliamo calpestare le libertà civili, i diritti umani, vogliamo sfruttare esseri umani, distruggere l’ambiente tanto tutto ciò succede lontano dai nostri occhi e allora non ce ne sentiamo responsabili ?

In Cina, si sa che quotidianamente sistematicamente sono violati i diritti umani. La persecuzione contri i credenti di tutte le religioni e negli ultimi anni uno spietato accanimento contro i Falung Gong internati a migliaia nei tristemente famosi Laogai, la repressione violenta dei movimenti che chiedono la tutela dei diritti civili e delle minoranze etniche, tra cui le deportazioni forzate di intere popolazioni, gli aborti e le sterilizzazioni forzate, le esecuzioni di massa, il traffico di organi di condannati a morte, lo sfruttamento dei bambini sottoposti a lavori forzati, la repressione politica, senza sottovalutare l’inquinamento ambientale che si aggrava sempre più con conseguenze climatiche per l’intero globo. Ecco quanto noi Svizzeri sosterremo firmando un simile accordo. Il governo lo deve rinviare al mittente, pretendendo di inserire una clausola sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, con la possibilità di sanzioni e di meccanismi di sorveglianza efficaci per far rispettare queste disposizioni.

Ma forse la Svizzera è troppo debole per dettare alla Cina delle disposizioni vincolanti.

Francesca Machado, vice presidente Ticino Tibet

Relatore

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