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Senza vergogna: riaperte le pretoriali. Quale rispetto per i diritti umani? – i Verdi

(fdm) Probabilmente questa riapertura, nelle condizioni attuali, altro non è che una dura necessità. Ma era sin da principio evidente che, così facendo, ci si sarebbe esposti a una sorta di… tiro al piccione! (by Savoia, Galfetti, ecc.)

I media si sono ampiamente occupati della riapertura delle carceri pretoriali. Considerando che questi ambiti detentivi sono stati chiusi nel 2006 perché ritenuti gravemente inadeguati dal punto di vista dei diritti dell’uomo e che quando erano utilizzate sono finite più volte sulla lista nera di Amnesty International e del “Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della torture e dei trattamenti o delle pene disumane o degradanti” ci sentiamo di chiedere al lodevole Consiglio di Stato:

– cosa intende fare il DI per evitare che il nostro cantone assurga di nuovo al discutibile onore di essere sulla lista nera delle organizzazioni per i diritti dell’uomo?
– può fornire il Consiglio di Stato le cifre dei suicidi relativi agli ultimi anni di attività delle cosiddette “pretoriani”?
– è cosciente, il lodevole Consiglio di Stato, che la maggior parte dei suicidi avviene, secondo studi internazionali, nelle prime 48 ore di detenzione?
– non è in possesso questo lodevole Consiglio di Stato di altre strategie che non siano la pura e semplice militarizzazione della giustizia, con spregio del rispetto dei diritti umani?

A questo riguardo ricordiamo il nostro atto parlamentare del maggio 2011 (per il quale sollecitiamo ora una risposta), ma anche quelli del partito socialista e dell’UdC (senza risposta pure quelli!) dove si chiedeva di valutare la creazione di un osservatorio di criminologia utile a studiare, contenere e prevenire gli eventi criminali a costi contenuti, come sarebbe degno di una lotta alla criminalità del XXI secolo.

In Ticino si continua a lavorare prevalentemente con la repressione delegando l’improvvisazione della (poca) prevenzione alla polizia (organo preposto alla repressione per eccellenza), reintroducendo ora mezzi che fanno impallidire i paesi civili accampando come scusa che le si utilizzeranno solo per dei fermi di polizia, come se questo rendesse le celle in questione tollerabili.

Riteniamo che le risposte ai quesiti della presente interrogazione andrebbero evasi con la massima celerità, vista la fama sinistra di quelle celle che oggi, con decisione incomprensibile, si è deciso di riaprire.

Per il gruppo dei Verdi, Sergio Savoia

Relatore

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