Comitato cantonale PPD pre 9 febbraio ieri sera a Rivera. Serataccia fredda e piovosa, probabilmente poca gente (a giudicare dai risultati numerici delle votazioni).
Accortamente il PPD ha evitato il voto “bulgaro”. (Attribuiamo una connotazione negativa a questo termine non già perché ce l’abbiamo con la Bulgaria, la quale non ci ha mai fatto nulla di male, ma perché il voto “bulgaro”, intessuto di timore e dissimulazione, svilisce la democrazia e svilisce le persone, costringendole a comportarsi da burattini).
Ma il partito ha anche perso un’eccellente occasione per “smarcarsi” rispetto all’avversario “atavico” (questa classica contrapposizione perdendo oggigiorno molto del suo peso in presenza di una ingombrantissima entità “non atavica”…) A questo punto la posizione politicamente corretta (e conforme ai desideri dei capi federali) è stata assunta. La parola passa al cittadino elettore.
Dopo breve dibattito tra avvocati (Gianmaria Mosca per il SÌ e il vice presidente del partito Maurizio Agustoni per il NO; Ticinolibero valuta più convincente la prestazione di quest’ultimo) il Comitato ha votato con voto non bulgaro (ma a mio avviso assai deludente): 25 SÌ, 61 NO. Numeri bassi. Forse in pochi avevano osato affrontare una brutta serata inclemente.
Francesco De Maria
Di Nicola Schulz Bizzozzero-Crivelli, curatore della rubrica Hic et Nunc che si occupa di psicologia,…
Fabio Traverso Debbo premettere che , pur lavorando e risiedendo a Tortona , non ho…
Il corteggiamento Fu nella primavera del 1540 che il destino prese la forma di una…
Abbiamo voluto conversare con Chantal Fantuzzi su una vicenda triste e patetica di un lontano…
Yoklux Censored Se si inizia a leggere l’enorme mole di documenti e files del caso…
Un avvocato dei Clinton ha dichiarato che la coppia ha accettato di testimoniare davanti alla…
This website uses cookies.