Malgrado taluni accordi fra la Svizzera e l’Unione europea siano stati sospesi, come il programma Erasmus o l’accordo sull’energia, su altri fronti si continua a trattare.
Bruxelles ha aperto il dibattito per un nuovo accordo sull’asilo. Il Consiglio europeo ha approvato l’accordo sulla partecipazione della Svizzera all’EASO, l’Ufficio europeo di appoggio in materia d’asilo, in qualità di Stato associato. Lo ha confermato venerdì un portavoce del Consiglio.
Il Parlamento europeo deve ancora dare la sua approvazione, così come il Consiglio federale e il Parlamento svizzero.
Inaugurato nel 2011, l’EASO (European Asylum Support Office) ha lo scopo principale di portare appoggio agli Stati i cui sistemi di accoglienza dei richiedenti l’asilo sono sottoposti a pressioni particolari.
Partecipando all’organizzazione, la Svizzera potrà accedere alle analisi dei rischi e alle informazioni riguardanti la pratica degli altri Stati europei nell’ambito dell’asilo. Potrà inoltre assistere alle delibere strategiche dell’agenzia.
La partecipazione costerà alla Confederazione un contributo proporzionale al suo Pil, di circa 540’000 franchi annui.
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Ma come, i nostri soloni avversi all'iniziativa UDC non ci avevano forse assicurato che in caso di accettazione della stessa tutti gli accordi bilaterali sarebbero decaduti (la celeberrima ghigliottina) e che mai l'UE avrebbe accettato di trattare. Non sanno, questi soloni, e la cosa mi sembra incredibile, che chi riceve è sempre disposto a trattare con chi dà. A condizione che a trattare o negoziare non siano certi protagonisti della politica della fermezza nel cedimento che ben conosciamo, uomini e partiti.