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Alture del Golan. Israele mette in guardia il regime siriano

Tsahal ha bombardato mercoledì mattina delle postazioni siriane situate sulle alture del Golan, in risposta a un’esplosione che martedì ha ferito quattro soldati israeliani.

L’aviazione israeliana ha colpito nella notte fra martedì e mercoledì diverse postazioni siriane situate sulle alture del Golan e precisa di aver distrutto un’infrastruttura di esercitazione e quartieri generali militari.

L’operazione è stata presentata come la risposta all’esplosione, martedì, di un ordigno vicino al villaggio druso di Majdal Chams nella quale sono stati feriti quattro soldati israeliani. Si tratta del primo attacco di questa portata condotto da Israele contro il suo vicino siriano dall’inizio della guerra civile in Siria, nel marzo 2011.

L’attacco interviene dopo una recente ripresa delle tensioni sulle alture del Golan, occupate nel 1967 e annesse nel 1981 da Israele a spese della Siria e che dalla fine della guerra del Kippur (ottobre 1973) costituivano la frontiera più calma dello Stato ebraico.

Il 28 febbraio scorso un lancio di missili ha preso di mira postazioni israeliane sul monte Hermon, alla frontiera con il Libano. Il 5 marzo è stato sventato un attacco con esplosivi vicino a Qunaitra. Il 14 marzo una bomba è esplosa sul monte Dov, senza fare vittime o feriti.

“Se il regime di Bachar al Assad continua a cooperare con gli agenti terroristi che cercano di nuocere allo Stato d’Israele, pagherà un prezzo elevato – ha dichiarato il ministro israeliano della Difesa Moshe Yaalo

Anche se gli autori dell’esplosione restano sconosciuti, gli strateghi israeliani sospettano l’Hezbollah libanese di essere implicato in diversi incidente recenti.
Alla fine di febbraio, infatti, la milizia sciita aveva promesso di attaccare lo Stato ebraico, accusandolo di aver colpito una delle sue basi in Libano.
Per prevenire il trasferimento di armi sofisticate a Hezbollah, è noto che dall’inizio del 2013 l’esercito israeliano ha condotto diversi attacchi contro basi siriane o convogli militari.

Malgrado sin qui abbia detto di voler tenere Israele lontano dal conflitto siriano, martedì il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahou ha promesso di reagire con forza all’attentato di Majdal Chams. Secondo Alex Fishman, cronista di questioni militari presso il quotidiano Yediot Ahronoth, “i siriani e Hezbollah stanno attirando Israele in una guerra di attriti alla frontiera nord, secondo una tempistica di loro scelta e le nostre istituzioni della sicurezza li lasciano fare.”

(Fonte : Le Figaro.fr)

Redazione

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