I militari russi e i paramilitari filorussi prendono, gradualmente e rapidamente, il controllo della Crimea. Le bandiere ucraine vengono ammainate e sostituite dal tricolore russo. I soldati ucraini fedeli a Kiev si arrendono. In alcuni casi si sono verificati scontri di entità limitata. Molti soldati ucraini hanno accettato di passare alle forze armate russe e hanno firmato. Secondo Mosca meno di 2000 militari fedeli a Kiev hanno espresso la volontà di lasciare la Crimea.
Si è arresa ieri ai russi la base aerea di Belbek, presso Sebastopoli, espugnata dopo breve resistenza anche con l’impiego di carri armati. Secondo il ministero russo della Difesa sarebbe stato già acquisito il controllo di 147 strutture militari crimeane e di 54 unità navali, tra le quali un sommergibile e otto navi da guerra.
(fonte: Swisscom)
(commento) In Crimea i giochi sembrano fatti ed è chiaro che le sanzioni americane ed europee (decretate principalmente per salvare la faccia) non muteranno il corso degli eventi. L’interrogativo ora si pone su ciò che accadrà in altre regioni filorusse dell’Ucraina.
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