Martedì 6 maggio a Parigi, di fronte a una platea di ministri dell’OCSE, la Svizzera si è impegnata a praticare lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale.
Malgrado la dichiarazione ufficiale firmata dalla Svizzera sia una dichiarazione d’intenti, in quanto non è ancora questione di un’entrata in vigore, si tratta chiaramente della fine del segreto bancario.
34 paesi membri dell’organizzazione hanno fatto la stessa cosa.
L’OCSE deve ancora elaborare gli ultimi dettagli del modello, che dovrebbe essere reso noto nella sua versione definitiva entro l’autunno.
Per la Svizzera si è trattato di una giornata storica, anche se persistono gli interrogativi circa le intenzioni degli Stati Uniti.
Secondo le norme dell’OCSE, tutte le informazioni – estratti conto, dividendi, redditi da interessi e vendite – saranno oggetto di uno scambio automatico tra le amministrazioni fiscali. Gli istituti finanziari dovranno anche rispettare le regole per identificare i beneficiari dei trust e altre strutture utilizzate per evadere il fisco.
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