“Il corpo di Camille Lepage è stato rinvenuto nel corso di un pattugliamento della forza Sangaris (francese, ndR), durante un controllo effettuato su un veicolo guidato da elementi anti-balaka, nella regione di Bouar”, ha dichiarato l’Eliseo in un comunicato confermando la morte della fotoreporter. Il presidente Hollande, in visita di Stato in Georgia, ha ordinato che siano prese “tutte le misure necessarie per far luce sull’omicidio e trovare gli assassini della nostra connazionale”.
Camille Lepage viveva a Giuba, in Sud Sudan, dal luglio del 2012. C’era andata “per seguire la sua nuova passione e scoprire il paese più nuovo del pianeta”. “Mi interesso” scriveva “alle popolazioni ai margini, il più delle volte abbandonate dai loro governi”. Non aveva che 26 anni e lavorava per lo studio Hans Lucas di Parigi. Pubblicava su testate prestigiose: New York Times, Le Monde, The Guardian.
La fotoreporter si trovava in un villaggio a 60 km da Bouar quando si è trovata intrappolata nel mezzo dei combattimenti.
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