(fdm) Armando Boneff, granconsigliere PPD membro della speciale Commissione scolastica (oltre che celebre e amatissimo vignettista), ci offre queste interessanti considerazioni sulla vexata quaestio dell’ora d’insegnamento “confessionale” cattolico/evangelico e sulla recente “proposta Bertoli”. Su un punto specifico il Boneff-pensiero coincide con il De Maria-pensiero. La commissione di “esperti” aveva uno scopo preciso e doveva raggiungere un risultato preciso. Difficile? Oh, facilissimo.
Sull’ora di religione, storia delle religioni e civica Bertoli ha formulato la sua proposta. Qual è la Sua valutazione?
on. Armando Boneff La mia impressione è quella che i giochi erano già fatti prima dell’introduzione sperimentale dell’ora di storia delle religioni. Era palese da subito che si trattasse di compiere una scelta ideologica e l’istituzione di una Commissione di “esperti” (docenti, rappresentanti delle religioni e politici) incaricata di seguire il programma sperimentale alternativo è servita da foglia di fico per nascondere l’obiettivo del DECS, cioè l’emarginazione delle lezioni di religione, cattolica e protestante. D’altronde i lavori commissionali erano incentrati unicamente sugli aspetti tecnico-didattici. I commissari non-funzionari-scienziati, fra i quali i rappresentanti del Parlamento (me compreso), hanno subìto interminabili relazioni difficilmente confutabili senza le necessarie competenze tecniche. In barba al numero di fedeli o di adepti, le religioni e i liberi pensatori erano rappresentati ciascuno da un solo membro, senza nemmeno tener conto del ruolo in seno al rispettivo Gruppo di appartenenza. Una Commissione “senz’anima né core” questa della storia delle religioni al cui prodotto manca l’essenziale, cioè la promozione dei valori comuni da trasmettere agli allievi, condivisi sia dalle religioni, sia dall’illuminismo.
Il Vescovo ha fatto conoscere il suo pensiero: sì a una scelta tra ora di religione cattolica/protestante e storia delle religioni, con obbligo di scelta di una delle due. Bertoli si è dichiarato contrario perché, argomenta, gli allievi “confessionali” potrebbero scegliere, gli altri no. Un’ingiustizia (dice lui). È una tesi plausibile?
AB Sono perfettamente d’accordo con il Vescovo. La tesi di Bertoli è pretestuosa, ma perfettamente strumentale per raggiungere lo scopo di dissuadere gli allievi dal frequentare l’ora di educazione religiosa, oltretutto proposta in coda alle lezioni ordinarie. Quanti adolescenti, potendo, sceglierebbero di sobbarcarsi un’ora supplementare di scuola non obbligatoria?
Il Vescovo è il capo ma il ruolo del PPD, a livello politico e specificamente parlamentare, è importante. Come si muoverà il PPD sull’ora di religione (risp. sulla storia delle religioni)?
AB Rivolga la domanda al presidente del PPD o al mio capogruppo in Gran Consiglio, è a loro che compete. Io mi esprimo esclusivamente a titolo personale. (L’on. Dadò, interpellato, ha – per il momento – rinunciato a rispondere. La Redazione sarà ben lieta di rivolgersi al presidente Jelmini).
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Si ritenga fortunato (la terza persona è dovuta al fatto che si esprime solo a livello personale) di avere un Bertoli come capo dicastero, perché con altri andavate tutti a sgranare il rosario in fabbrica, tempi di lavoro permettendo.
Io NON ho mai avuto Bertoli (come "capo"), ne ho avuti altri, NON sono stato fortunato e NON ho sgranato il rosario. Quanto alla fabbrica, lo ammetto, mi manca. Mi sento però "a pari merito" con la stragrande maggioranza dei leader socialisti.
Le manca o non ci ha mai messo piede? A pari merito con tanti "capi socialdemocratici"?
Amico mio, la maggior parte dei leader socialisti negli ultimi 27 anni non ha mai visto un OPERAIO a meno di 180 metri di distanza.
Secondo me non sanno neanche com'è fatto, un operaio.
Concordo con lei. È una delle tante ragioni per cui questo paese è sonnolento.
Hallo : Si puo sapere di Cosa parlate ?