Il paradosso della Svizzera : un voto contrario agli immigrati e una Nazionale di calcio composta in gran parte da calciatori stranieri.
La questione viene evocata dal portale d’informazione “rmcsport.bfmtv.com” : “E’ stato un voto che ha fatto molto parlare e che senza dubbio ha segnato una svolta nella storia del paese. Il 9 febbraio scorso gli svizzeri hanno approvato a stretta maggioranza il referendum contro l’immigrazione di massa, che prevede soprattutto l’introduzione di contingenti per i cittadini dell’Unione europea.
Una situazione che si distanzia dall’aspetto multietnico della Nazionale di calcio svizzera. La Nati, come viene chiamata, si compone in maggioranza di giocatori con origini straniere.
I suoi punti forti : Haris Seferovic (Bosnia-Erzegovina), Blerim Dzemaili (Macedonia), Ricardo Rodriguez (Cile/Spagna), Johan Djourou (Costa d’Avorio), Gökhan Inler (Turchia), Xherdan Shaqiri (Kosovo). Senza dimenticare l’allenatore Ottmar Hitzfeld, germanico.
“La Svizzera è sempre stata un paese dove si sono stati degli stranieri – spiega Gérard Stella, selezionatore degli U19 – Negli anni 1960 abbiamo avuto gli italiani. Negli anni 1970, gli spagnoli. Negli anni 1980, i portoghesi. E oggi abbiamo i kossovari, gli albanesi o altri paesi della ex Jugoslavia.”
Un melting-pot che ha permesso alla Svizzera di sorvolare le eliminatorie della Coppa del mondo 2014 senza subire sconfitte nel suo gruppo e di staccare un biglietto per il Brasile, dove affronterà Francia, Honduras e l’Ecuador nel gruppo E, ammirata da una popolazione che al contempo desidera chiudere le proprie frontiere agli stranieri.”
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