Normalmente il “pensiero del giorno” viene scritto al mattino. Oggi abbiamo voluto fare eccezione. Il pensiero va dunque alla nazionale svizzera di calcio, che ha perso per 5 a 2 dalla Francia (dopo essere stata sotto di cinque reti). Hanno segnato per la Francia Giroud al 17′, Matuidi al 18′, Valbuena al 40′, Benzema al 67′, Sissoko al 73′; per la Svizzera Dzemaili all’81’ e Xhaka all’87’.
Gli elvetici, con una vittoria e una sconfitta, hanno ancora la possibilità di passare agli ottavi. Terzo e ultimo avversario l’Honduras.
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Grande serata per Jacques,
Caviale, Champagne
e Marsigliese a squarciagola!
Mi butto, per una volta, nell’arena sportiva…
Concordo “sportivamente” con alcuni blogger di altri portali che avevano già definito la nostra nazionale un’interessante compagine, enfiata tuttavia a dismisura dalla stampa in carenza di lettori. Aggiungerei anche dipinta a tinte entusiasmanti nella solita funzione giornalistico-sedativa che le pagine sportive assolvono strenuamente da decenni, senza omettere il loro rassicurante controllo delle emozioni “d’appartenenza” per mezzo delle star mercenarie lautamente sovvenzionate.
Epperò il risultato della partita contro la Francia potrebbe anche essere la metafora di una Svizzera politica. Un undici rossocrociato (secondo i blogger) che doveva tener conto (anche/soprattutto) dei propri limiti ed elaborare un buon gioco difensivo con eventuali incursioni in contropiede… eccetera.
Sia come sia, ho la segreta convinzione che una lezione finalizzata a ridimensionare anche le velleità populiste delle “inderogabili sovranità elvetiche” dell’anti-tutto-il-resto-del-mondo sia auspicabile anche in ambito politico. Tanto per capire chi siamo. Scoprire le nostre reali “dimensioni”. Per meglio affrontare le “altre” partite. Ovviamente.