L’autore e editore modello di Gallimard, Richard Millet, noto per le sue critiche contro il multiculturalismo e l’immigrazione, sconcerta il microcosmo intellettuale francese dopo aver scritto “Elogio letterario di Anders Breivik”.
In 18 pagine lo scrittore afferma che “Breivik è indubbiamente ciò che la Norvegia meritava” sottolineando comunque che è “un mostro”, malgrado “la bellezza affascinante del Male” nell’autore del massacro di Utoeya (il 22 luglio 2011, sull’isola norvegese di Utoeya Breivik uccise 77 persone).
Millet afferma di non essere razzista, quello che lo disturba è l’idea di un “immenso villaggio globale”.
Richard Millet vede in Breivik “un figlio della rovina famigliare e della frattura ideologico-razziale introdotta in Europa dall’immigrazione extraeuropea”. Scandalo ! Millet si difende : “Sono uno scrittore e faccio un lavoro da scrittore.”
Secondo la scrittrice Annie Ernaux, questo testo su Breivik rappresenta un “atto politicamente pericoloso” e la sua pubblicazione mette in causa la presenza di Richard Millet nel comitato di lettura di Gallimard.
Tahar Ben Jelloun, autore presso Gallimard, assicura : “Ha perso la testa.”
“Non è la prima volta che pubblica cose inaccettabili – commenta Jean-Marie Laclavetine, scrittore e editore.
“Vedere un gesto estetico nel massacro di 77 giovani norvegesi è evidentemente scioccante, osceno – dice lo scrittore e giornalista Pierre Assouline – ma escluderlo dal dibattito di idee dicendo che è pazzo e fascista equivale a farne un martire. Millet è un provocatore ma non si deve ridurlo a questo. Ha un progetto letterario con un’idea globale della decadenza, della perdita dell’identità nazionale.”
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