Categories: Democrazia attiva

Quando a far “cassa” è qualcuno d’insospettabile… – Giovani UDC

(red) La Lega cambia pelle
Una volta sotto i radar si mettevano le bombe

Finalmente il Dipartimento delle Istituzioni (DI) e il suo direttore, Norman Gobbi, hanno svelato ufficialmente all’opinione pubblica la posa di un nuovo super-radar sulla A2, tra B’zona Sud e B’zona Nord. Una prima domanda sorge spontanea: perché mettere un mezzo di prevenzione in uno dei tratti meno pericolosi della A2 tra Chiasso e Airolo? L’unica risposta plausibile sarebbe: per far cassa. D’altronde lì è l’unico tratto a tre corsie, e quindi aumentano le possibilità di incassare grazie alle contravvenzioni, tre piccioni con una fava insomma. Siamo quasi certi che, qualora in Ticino esistesse un tratto a quattro corsie, il direttore del DI ci si sarebbe buttato a pesce. Ma su questo argomento restiamo in attesa della risposta del Consiglio di Stato all’interrogazione di Marco Chiesa.

In ogni caso, in tutta questa faccenda, a noi Giovani UDC i conti non tornano, Gobbi in un intervista su Tio, apparsa il 16 luglio 2014, alla domanda:

dove sorgerà questo radar?”

Ha risposto candidamente:

“Lo comunicheremo più avanti. E questo dimostra, ancora una volta, come il dipartimento non voglia “fare cassetta” ma della prevenzione. Se volessimo farlo non informeremmo la popolazione sul luogo della postazione attivata”.

Poi, i cittadini ticinesi, scoprono da un comunicato dello stesso Ministro nella giornata di ieri che il radar è stato posato e che “dovrà sottostare alle verifiche tecniche e operative del Reparto del Traffico della Polizia cantonale” adducendo ad un “fase di valutazione”.

Tutto bene quel che finisce bene? Ma neanche per sogno! Se dal punto di vista legale tutta la questione non fa una grinza, dal punto di vista delle opportunità fa acqua da tutte le parti. Innanzitutto, i Giovani UDC sono in possesso di svariate multe emesse da maggio a oggi, che ci hanno consegnato dei cittadini ticinesi pizzicati da quell’apparecchio. Quindi, per dirla brevemente, pare che il direttore del DI ci abbia preso tutti per il naso, visto che il Cantone sta già incassando contravvenzioni da oltre due mesi. Ma un’altra questione ci insospettisce ulteriormente, se non avessimo chiamato l’Ufficio Radar del Reparto del traffico per chiedere lumi in merito allo strano marchingegno al km 52,380 lunedì scorso, e se nessuno avesse notato movimenti di fotografi attorno allo stesso radar nella giornata di ieri, quando sarebbe arrivato il comunicato? A fine estate? A Natale? Oppure dopo le elezioni di aprile 2015? Non lo sapremo mai con certezza.

Certo è che un Ministro leghista, il cui partito che rappresenta si è sempre battuto contro i radar atti a far “cassetta”, non solo ha preso l’infelice decisione di piazzare un nuovo dispositivo (sicuramente legittima) ma lo ha fatto in modo che reputiamo del tutto sconcertante.

Quando nel 2011 abbiamo deciso di sostenere la Lega dei Ticinesi per il Consiglio di Stato non ci saremmo di certo aspettati che un loro ministro eletto ci avrebbe presi in giro in questo modo. Ne prendiamo atto.

Giovani UDC Ticino

Relatore

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