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Yemen. La rivolta degli sciiti guadagna terreno

Malgrado un laborioso processo di transizione, lo Yemen non riesce a riemergere dalla rivolta che nel 2011 aveva portato all’esilio del presidente Ali Abdallah Saleh, dopo mesi di combattimenti e di repressione.

Il paese è confrontato alle richieste d’indipendenza delle province del sud, alla minaccia dei guerriglieri islamici e soprattutto alla ribellione sciita, che martedì 9 settembre nella capitale Sanaa ha ancora fatto delle vittime.

Originari del nord dello Yemen, i ribelli sciiti si dicono appartenere al movimento Ansaruallah (partigiani di Dio). Discriminati e attaccati durante il regime del precedente presidente, Ali Abdallah Saleh, hanno partecipato attivamente alla rivolta del 2011.
La loro offensiva non si è conclusa con la partenza di Saleh ma è proseguita nel corso degli anni : all’inizio di luglio hanno occupato la città di Amran, a 50 km dalla capitale e sono riusciti a cacciare i rivali salafisti da alcuni villaggi.

Il conflitto con il potere centrale è scoppiato alla fine di luglio, quando, confrontato a difficoltà economiche, lo Stato aveva smesso di sovvenzionare il carburante. Migliaia di sciiti hanno raggiunto la capitale Sanaa, installandosi in accampamenti di fortuna e moltiplicando le manifestazioni per chiedere la partenza del governo, accusato di corruzione.

Il nuovo presidente Abd Rabbo Mansour Hadi ha promesso di nominare un nuovo governo e di abbassare il prezzo del carburante, ma il suo piano non ha soddisfatto i ribelli, che da domenica scorsa occupano diversi ministeri della capitale. Martedì gli scontri con le forze dell’ordine hanno fatto diversi morti.

Il timore è che la situazione. mai così tesa dal 2011, possa degenerare. Oltre alla ribellione sciita, lo Yemen è infatti confrontato alle rivendicazioni di indipendenza delle province del sud e alla minaccia dei terroristi islamici.
Lo scorso giugno i djihadisti avevano attaccato l’aeroporto di Seyoun e regolarmente commettono attentati contro le forze di sicurezza.
Martedì 9 settembre hanno fatto esplodere una vettura imbottita di esplosivo a un posto di blocco dell’esercito nella provincia orientale del Hadramaout. Tre soldati sono morti.

Redazione

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