E’ in aumento il numero delle indagini in Svizzera contro presunti djihadisti e i loro partigiani. Il Ministero pubblico della Confederazione conferma una ventina di casi.
Gli inquirenti svizzeri sono sempre più preoccupati dal terrorismo islamico. Il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto una ventina di procedimenti contro presunti djihadisti svizzeri, arruolati nelle fila dei terroristi islamici in Siria, Irak e Somalia.
Secondo un recente reportage della televisione romanda, che cita cifre del Servizio d’informazione della Confederazione, i djihadisti svizzeri sarebbero una quarantina, ben oltre quelli su cui sta indagando la Confederazione. Giovani musulmani, o convertiti all’Islam, cresciuti in Svizzera e per i quali la militanza religiosa è apparsa più importante della militanza politica.
La polizia criminale federale indaga anche sulla propaganda terrorista in Internet. Il Ministero pubblico si preoccupa anche del sostegno finanziario e logistico a organizzazioni come lo Stato islamico, al Qaeda o Hezbollah.
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