Nella lotta contro i djihadisti dello Stato islamico, mercoledì 24 settembre gli aerei militari della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno bombardato i giacimenti di petrolio controllati dal gruppo terrorista.
Il Pentagono ha confermato che i bombardamenti hanno distrutto una dozzina di pozzi di petrolio nella provincia orientale di Daïr az Zour. Situata al confine con l’Irak, prima dell’inizio della ribellione armata contro il regime di Damasco questa regione era la principale produttrice di petrolio della Siria. Oggi è sotto il controllo dello Stato islamico, che trae enormi profitti dal contrabbando di petrolio con i paesi confinanti.
I raid aerei, ai quali hanno partecipato gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, avevano dunque l’obiettivo di distruggere una delle principali fonti di finanziamento dello Stato islamico. I djihadisti controllano diverse raffinerie anche in altri punti della Siria e in Irak.
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