Alla stazione di Lugano, a pochi minuti da casa mia.
O almeno, quella che mi è sembrata una piccola truffa. Sono rimasto così stupito. L’uomo è stato abile (ma se, ciò che mi sembra improbabile, non è un truffatore, allora gli porgo le mie scuse), il suo bottino modesto.
Per la sua abilità psicologica avrebbe meritato di più. Di fronte a una persona meno imbecille di me avrebbe incassato zero. Di fronte a uno più imbecille di me, anche 500, forse 1000 franchi. Gli è andata bene e gli è andata male.
Io ho ricevuto una lezione interessante e utile, per una spesa modesta. Un’ora cara di lezione di matematica (che non do a nessuno, non l’ho mai fatto in tutta la vita, non incomincerò adesso; quindi del tutto teorica).
“Un regalo per le mie bambine lassù in Germania” mi ha detto. Chissà come sono, amorevoli immagino. Non aveva con sé neppure una fotografia delle piccole care.
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Era proprio necessario usare una foto di Alessia e Livia, le due gemelline scomparse nel 2011 a St-Sulpice? Mi sembra una mancanza di tatto.