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Il “fanfarone di Herrliberg” e il suo castigamatti – di Gianfranco Soldati

Secondo me Gianfranco – che raccoglie vagonate di porcini nei boschi di Tenerife (osservando che i “locali” non li apprezzano) – dà troppa importanza alle scalmane di questo galoppino.

Ho commentato due settimane fa l’appello lanciato da più di 100 “eminenti ed esimie personalità” per favorire un “dibattito sereno e fattuale” (così sta scritto nel proclama) a proposito delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione Europea. Personalità che sono, o vorrebbero essere, in fatto di cultura politica, il fior fiore dell’intellighenzia (D e O: ambito o gruppo di intellettuali ideologicamente impegnati, che costituiscono la mente direttiva e organizzativa di un movimento) nazionale e cantonale.

Una di queste personalità, classificata nella lista dei “più di cento” tra i “viennent ensuite”, è Daniel Woker, già ambasciatore svizzero in Australia, Kuweit e Singapore, adesso in carica come docente universitario a San Gallo. Nel portale “www.journal 21.ch” aperto dagli “eurorealisti” (così si autodefiniscono e proclamano le “più di cento” personalità) l’eminente ed esimio ex ambasciatore e docente di San Gallo (quindi un collega del nostro Paolo Bernasconi) si esprime così a proposito degli incompetenti inaspettatamente usciti vincitori dalle urne lo scorso 9 febbraio: “tremotini (Tremotino è il nanerottolo che nella fiaba dei fratelli Grimm aiuta la figlia del mugnaio a filare la paglia trasformandola in oro) nazional-destroidi, fifoni dal cuore di coniglio”. Cristoph Blocher è il “fanfarone di Herrliberg” che con le sue “coorti (tra l’altro, una suddivisione delle milizie mussoliniane) irregimentate si è comperata una maggioranza”. Il partito nazionale di maggioranza relativa, “condotto da un unico pifferaio (n.d.a.: sempre quello di Herrliberg), ha un patrimonio ideologico fascistoide” e si serve quindi “dei metodi che da quella ideologia derivano”.

René Zeyer, membro della redazione del portale “journal 21”, giornalista tedesco che collabora con periodici e quotidiani di alto livello, tra l’altro con la FAZ, Frankfurter Allgemeine Zeitung, che è quel che era un tempo da noi la NZZ (Neue Zürcher Zeitung), si è pubblicamente dissociato scrivendo su “Weltwoche”: “Non possiamo credere ai nostri occhi quando constatiamo che un ex ambasciatore e docente in carica all’Università di San Gallo per particolare competenza professionale possa pubblicare simili corbellerie (n.d.a.: sciocchezze, stupidaggini)”. E prosegue: “Non bisogna essere un aderente di stretta osservanza UDC o un ardente sostenitore di Blocher per recepire la scelta dei termini dell’ex ambasciatore e cattedratico di San Gallo per particolari competenze come profondamente indecorosa, ripugnante, ributtante e sprezzante” verso chi la pensa diversamente. Un giudizio che non posso non condividere. Mi meraviglia il fatto che, a mia conoscenza, il nostro cavaliere senza macchia e senza paura, di livello internazionale, Paolo Bernasconi, uno, forse il più autorevole dei “più di cento”, non si sia pubblicamente dissociato. O condivide? Non so.

Ma continua, il giornalista tedesco: “Colui che pensa di essere il solo a vedere la luce, la sola possibile soluzione, la salvezza, è un fanatico. Chi crede di poter denigrare o squalificare in tal modo chi la pensa diversamente, in questo caso addirittura la maggioranza degli elettori svizzeri, è persona pericolosa”. Non credo che questo “professore” (l’ex ambasciatore e docente incaricato a San Gallo) possa essere pericoloso. Quel che preoccupa fino al malessere è una domanda: come mai è stato possibile che un simile personaggio sia diventato ambasciatore svizzero e incaricato di insegnamento presso un’istituzione universitaria che gode di meritata fama? ***

Gianfranco Soldati

*** Questa domanda è molto ingenua. Ma forse è pensata come provocazione.

(pubblicato nel GdP)

 

 

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