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Ribelliamoci! – di Elisabetta Gianella

Basta chiacchiere e promesse: è giunta l’ora di ribellarsi!
(titolo originale)

Chi ancora aveva dei dubbi sul fatto che Berna continuasse a prendere per i fondelli il Ticino e i ticinesi è stato ancora una volta servito. E con gli interessi. Meno incassi e più spese: è questo il “regalo” che il Consiglio federale ha deciso di fare al nostro Cantone. La favola che a Berna siamo finalmente considerati e si sta lavorando per applicare la volontà popolare, ripetuta come un mantra dal 9 febbraio ad oggi, e in particolare nelle ultime settimane, è stata clamorosamente smentita.

Anziché recepire il grido di disperazione dei ticinesi e intervenire finalmente e concretamente sulle emergenze del frontalierato e della libera circolazione, il Consiglio federale ha deciso invece di aiutare i frontalieri, penalizzando gravemente il Ticino con conseguenze disastrose ancora difficili da quantificare. Traducendo in fretta e furia la solita sentenza filoeuropeista del Tribunale federale il Governo ha presentato un messaggio che prevede la possibilità per i frontalieri di scegliere se assoggettarsi all’imposta alla fonte, come accade oggi, oppure se scegliere la tassazione ordinaria: quella che viene applicata a noi insomma. Tra le altre cose significa che i frontalieri potranno per esempio dedurre dalle imposte anche le spese per il tragitto casa-lavoro e gli interessi passivi dell’ipoteca per la loro casa in Italia.

Praticamente è come vincere al lotto, anzi meglio. Perché i frontalieri potranno decidere a dipendenza della loro situazione quale tassazione scegliere. Siamo arrivati ad offrire le tasse à la carte. Secondo le prime stime ben 34 mila persone in Ticino potrebbero ricorrere a questa opzione messa su un vassoio d’argento dal Consiglio federale. Secondo il Consiglio di Stato questa decisione provocherà un calo del gettito fiscale “presumibilmente molto significativo”. E già solo questo basterebbe per gridare allo scandalo.

Ma c’è di più. Per sostenere questa “riforma fiscale” si stima che in Ticino bisognerà assumere 12,5 persone per una spesa di 1 milione e 250 mila franchi. Oltre al danno la beffa. Anzi, una colossale presa in giro. L’unica speranza a questo punto è che il Parlamento rispedisca al mittente questa follia e prosegua sulla giusta via imboccata con il sostegno al postulato di Lorenzo Quadri che chiede di tassare i frontalieri secondo le aliquote italiane. Vi è anche da augurarsi che il Consiglio di Stato e la nostra Deputazione a Berna reagiscano con la dovuta fermezza e determinazione: il tempo degli incontri, delle chiacchiere e delle promesse è finito.

È tempo di ribellarsi senza più guardare in faccia a nessuno!

Elisabetta Gianella – Lega dei Ticinesi

www.elisabettagianella.ch

Ho scelto per accompagnare l’articolo di Elisabetta Gianella questo celebre quadro di Delacroix “Libertà che guida il popolo”, che illustra potentemente la rivolta dei parigini del 1830, che provocò la caduta e la fuga di re Carlo X


Relatore

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  • 1'250'000 diviso 12.5 persone fa 100'000 franchi a cranio all'anno a carico dell'erario.
    Ecco perché ci sono così tanti frontalieri in Ticino. Le aziende ticinesi non possono permettersi quello che si permette lo Stato.

  • ...Buon giorno Elisabetta, da quel che ho letto ho una domanda:
    Se le imposte sul reddito sono cantonali e comunali, perché Berna ci mette il naso ??

    Grazie, buona giornata.

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