Beh, ci sarebbe anche un’altra parola.
Il quattro è diventato cinque e l’anno è diventato nuovo ma Manuele Bertoli non demorde e scrive il suo compitino sulla pagina Facebook. Irremovibile (proprio per non scrivere insopportabile, che sarebbe poco cortese).
Poiché il popolo – nel quale secondo i socialcomunisti risiede la saggezza – si è comportato da scemo, occorre correggerlo. Lui lo farà.
Non concordo affatto con un’applicazione edulcorata della norma costituzionale, tale da rendere lettera morta la votazione popolare dello scorso anno. Le sole due opzioni politiche possibili sono quindi l’applicazione effettiva dell’iniziativa UDC, con le sue conseguenze positive e negative, o quella che ho indicato da tempo, il suo superamento passando da un nuovo voto popolare, trasparente e democratico. In politica le scorciatoie non sono ammissibili e non fanno onore a chi le propone.
Chi crede nella politica dei contingenti ha diritto di vedere in concreto quali saranno davvero i benefici e i problemi che questa scelta comporta. Io rimango a favore della seconda opzione, il superamento della scelta del 9 febbraio, ma questo deve passare da una nuova chiamata alle urne degli svizzeri e da contemporanee misure di tutela dei lavoratori residenti con contratti collettivi, minimi salariali, controlli e sanzioni per chi sfrutta la situazione ed agisce contro gli interessi generali, non da scappatoie legali antidemocratiche.
Manuele Bertoli
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La fermezza, per sua natura, non ha e non conosce angoli. Discolora facilmente (e impercettibilmente) nella testardaggine e poi nell'ottusità. Bertoli è un uomo di esemplare fermezza.
Chi lo eleggera' ad aprile visto che il 70% dei ticinesi è stupido, ignorante, ottuso secondo il ministro della "cultura" ? Bei complimenti e bella stima verso la propria popolazione non c'è che dire.
« L’intellectuel est si souvent imbécile que nous devrions toujours le tenir pour tel jusqu’à ce qu’il nous ait prouvé le contraire. » Georges Bernanos
L'intelligentone di servizio ne é la prova.
Gli si può solo rispondere che la cosa più intelligente da fare sarebbe di lasciar perdere ciò che dice il presidente di Economiesuisse, e di occuparsi piuttosto dei problemi (seri anzichenò...) della scuola, formatrice sulla carta di ragazzi che in un domani dovranno pur lavorare. Dica ai suoi esperti di fare uno studio serio sui motivi per cui nel Ticino non si trova personale qualificato e bisogna cercarlo all'estero. Non è colpa sua, intendiamoci. Ha trovato questa situazione. Ma se vuole migliorare l'orientamento, non sarà con la scuola del lella del Ticino (diversa e per definizione più evoluta e progressista degli altri Cantoni) che potrà coltivare qualche speranza e farla ritrovare a chi ha perso il nord, il sud, l'est e l'ovest.