Ho la sensazione che molti non conoscano l’enorme differenza tra un beneficiario dell’indennità di disoccupazione e un beneficiario di assistenza. Il primo ha sicuramente più possibilità e maggior sostegno per reinserirsi nel mondo del lavoro rispetto al secondo. Non è un mistero che un beneficiario di assistenza viva con maggior difficoltà e con un crescente malessere la sua condizione di disagio. Per questi motivi avevamo ritenuto importante non penalizzare chi perdeva il proprio lavoro tagliando in maniera importante le indennità percepite. Basti pensare che dall’entrata in vigore della nuova legge sulla disoccupazione un giovane che ha terminato una formazione o gli studi superiori ha diritto a beneficiare a 4 mesi di disoccupazione (prima erano 12 mesi) e solo dopo un periodo di attesa di 120 giorni. Una condizione di disagio dunque non solo per il giovane ma anche per la sua famiglia, che dopo aver investito per anni nella formazione del proprio figlio deve provvedere al suo mantenimento fintanto che non riuscirà a trovare un’occupazione.
Per tutti questi motivi sarà importantissimo il rapporto che verrà redatto in commissione e poi votato dal Gran Consiglio in merito alla nuova L-Riloc. Bisognerà dimostrare con i fatti di voler aiutare concretamente i disoccupati: il primo passo potrà essere quello di aumentare loro le indennità (come veniva fatto fino al 2003) versando delle indennità cantonali supplementari. La responsabilità che viene chiesta alla politica è quella di correggere decisioni che con i fatti si sono rilevate sbagliate e fortemente penalizzanti per una parte della popolazione.
Giorgio Fonio, candidato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio
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Una condizione di disagio dunque non solo per il giovane
La
responsabilità e la causa dell’esplosione dei casi di assistenza....
Ha ragione Signor Fonio per
quanto scrive nel suo articolo.
Ma cosa ne pensa della brillante
idea del Municipio di Lugano di chiudere tutti gli appartamenti che vengono
usati per esercitare l'attività di Escort, massaggiatrice, prostituzione ? Con
la scusa dei cambi di destinazione. Lo sa che queste ragazze sono in possesso
del regolare permesso B regolarmente rilasciato dal Cantone Ticino, poi quando
si presentano presso il controllo abitanti del Comune di Lugano per
annunciarsi, pagare le imposte, AVS, cassa malati ecc. La Polizia Municipale di
Lugano cosa fa’ ? Le va a trovare gli intima la chiusura dell'appartamento
avvisano le varie amministrazioni oppure proprietari, ricevono disdette, e le
fa uscire. Lo sa signor Fonio che queste persone hanno possibilità di chiedere
aiuti all'assistenza, cosi si vedrà aumentare queste persone straniere che
saranno a carico di noi contribuenti. La legge dice che chi è in possesso di un
permesso B e non può dimostrare di mantenersi, il permesso può essere revocato.
Ma nel caso specifico qui è il Municipio di Lugano che non le fa lavorare, e
non sono loro che cercano l'assistenza, ma bensì sono obbligate a farlo per il
permesso B ottenuto. Non sarebbe più intelligente e corretto lasciarle
lavorare, pagare le tasse, e le prestazioni, invece di illuderle dargli il
permesso B, e poi mandarle via ?
Lo si vuole capire che la
prostituzione che se ne voglia oppure no è un bene sociale, e finiamola con
questi falsi moralismi. La prostituzione è un bene finanziario che il Municipio
di Lugano ( pieno di debiti e nessuno sapeva niente…) potrebbe percepire con i
soldi che queste ragazze sono ben contente di dare se le si lascia lavorare in
pace, e smetterla di cacciarle come fossero delle streghe malefiche.
Spero in una sua cortese
risposta.
Quindi secondo lei l'aumento delle richieste di assistenza in Ticino è dato dal fatto che il Muncipio di Lugano fa applicare correttamente le norme della legge edilizia? Quante sono le ragazze che a causa di ciò richiedono l'assistenza (cifra reale o percentuale, veda lei...)?
Ha una vaga idea di quali siano le cause reali dell'aumento delle richieste di assistenza o sta semplicemente parlando "pro domo sua"????
Gidiesse, nessun " pro domo sua " non si preoccupi ! ( Non usi queste piattaforme inutilmente per fare insinuazioni...) Piuttosto rilegga attentamente quanto ho scritto, e quanto di meglio il Municipio di Lugano possa fare. Vi sono appartamenti che sono attivi da oltre 15 anni e non creano nessun tipo di problema, e all' improvviso bisogna chiuderli. Il Corona non ha nessun tipo di permesso edilizio eppure funziona, e non da fastidio a nessuno. Il Municipio e chi per esso non vuole dare nessuna autorizzazione ( improvvisamente ) per esercitare una professione che è perfettamente legale a livello Svizzero.
Detta professione è regolarmente tassata, ma come si fa a tassare una professione che da una parte è legale, ottieni il permesso dal Cantone Ticino, poi un Comune come " La Grande Lugano" non ti permette di esercitare. Chiedendoti dei cambi di destinazione, che sanno già che non ti daranno mai.
Credo che un po di tolleranza le persone nel Municipio che si occupano di queste tematiche possano anche dimostrarla nei confronti di persone che esercitano questo genere di professione e che vogliono pagare regolarmente le tasse. Almeno sanno dove sono, saranno poi controllate regolarmente dalle autorità preposte. Mentre cosi facendo lavoreranno ugualmente ma saranno anonime e non pagheranno nessuna tassa.
Nell'ambito della problematica della prostituzione e di quanto ci ruota attorno lei può anche aver ragione. Ma il tema della discussione era incentrato sull'aumento del numero di persone che richiedo le prestazioni dell'assistenza. Ora che questo aumento sia riconducibile a quanto fa il Municipio di Lugano con il Corona o altri immobili me lo dovrebbe per favore dimostrare (per dimostrare intendo con cifre percentuali o reali,....)