Il candidato Pini scrive al presidente Cattaneo

Questa lettera, senz’altro interessante, potrebbe stare anche senza commento. Mi contenterò del minimo.

1) Il testo ha un che di bizzarro, in questo preciso senso. Pini sembra far dipendere il suo giudizio e le stesse sorti del Partito dall’annuncio di Jacques Ducry di volersi candidare sulla lista socialista. Intanto al personaggio, pur noto, viene attribuita un’importanza esagerata. Al di là di ciò io mi domanderei non tanto perché Ducry “se ne vada” ma perché se ne vada lì. Qualcuno, meglio informato di me, potrà rispondere. Io non oso.

2) Addirittura stupefacente l’allusione finale a un “tandem liberale in Consiglio di Stato”. Ma come, l’eletto Radicale… non potrebbe essere lui (Pini)? Perdersi di coraggio così, prima di incominciare!

 

“Caro Presidente,

il Nostro Partito copre gran parte dello spettro istituzionale, da destra a sinistra, è laico e interclassista. Jacques Ducry è stato per tutta la vita un importante rappresentante della parte sinistra del nostro Partito, quella progressista, che una volta si chiamava radicale.

Ora Ducry, deluso dal suo stesso Partito, esce e va in lista con il PS. Mi associo al tuo vice Morisoli per affermare che Jacques fa “quel che vuole”. Avrei preferito che manifestasse il suo dissenso all’interno degli organi di Partito, ma ora è inutile piangere sul latte versato.

Dichiarando che siamo cambiati si delude però una parte importante del Partito. Tanti, ma tanti liberali radicali hanno una spiccata sensibilità sociale e ambientale, credono nella scuola pubblica e in un preciso ruolo della Stato. Tanti dei nostri rappresentanti di peso sono emanazione, ieri come oggi, di questa parte di Partito.

Tagliare fuori una o più sensibilità del Partito significa tradire la nostra stessa storia che ha fatto della sua ampiezza una forza di equilibrio e capacità di governo. L’unità è uno strumento per essere propositivi, non un fine da raggiungere. Il confronto sulle idee è sempre positivo, a differenza dei personalismi. Anche perché noi liberali radicali detestiamo il pensiero unico.

Ci stiamo avvicinando al ripristino del tandem liberale in Consiglio di Stato in cui le due anime, quella radicale e quella liberale, sono sempre state rappresentate.

Rocco, Michele, rimaniamo uniti e forti come la nostra storia ci ha insegnato.”

Nicola Pini

Relatore

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