Sulla “catastrofe” del 15 gennaio – Perle di Tettamanti-pensiero

Non tutti i commenti sull’Apocalisse (15 gennaio 2015) sono, per autorevolezza, uguali. Ecco l’essenziale del pensiero del finanziere Tito Tettamanti sulla drammatica giornata, come risulta da un’intervista che egli ha concesso all’agenzia adnkronos.

Hanno fatto bene, l’1.20 era insostenibile   “Per evitare speculazioni è stato meglio che la Banca nazionale svizzera abbia abolito all’improvviso la soglia minima di cambio. Addirittura questa decisione doveva venir presa con qualche mese d’anticipo, la BNS avrebbe perso alcuni miliardi in meno”. “La Confederazione supererà la crisi senza grossi problemi”.

No all’artificio   I cambi fissi sono “imposizioni artificiali che sono sempre economicamente pericolose per le distorsioni che comportano. Spesso oltre tutto inutili quando superano un breve periodo di assestamento”.

La politica non s’immischi!   “La tentazione della politica di poter dirigere e determinare i mercati si rivela sempre costosa e quasi sempre inefficiente”.

Franco ed Euro alla pari?   “Sembra che il cambio si debba attestare attorno alla parità: bisognerà però attendere l’impatto delle misure che la Bce deciderà questa settimana” (massiccio quantitative easing, ndR).

Le proteste non lo impressionano   Tito Tettamanti non si fa impressionare dal malumore emerso nel mondo imprenditoriale svizzero: “Le proteste di chi era favorito da un cambio innaturale sono comprensibili, ma ovviamente di parte. Già dopo gli anni ’70 la Svizzera è passata attraverso fasi di un franco alto”. Anche allora, aggiunge, “l’industria svizzera ha ben reagito automatizzandosi e ridivenendo altamente competitiva”.

Negoziatori svizzeri poco abili, garbato eufemismo   “Sull’abilità delle autorità politiche federali nelle negoziazioni degli ultimi anni (e non solo con l’Italia) non do un giudizio positivo”.


Relatore

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