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L’indignazione ora è di tutti? – di Donatello Poggi

I miei “cappelli” agli articoli degli Ospiti destano talvolta una certa irritazione. Ma mettetevi nei miei panni. Uno, ho il diritto di dire la mia. Due, certe esortazioni lasciano veramente perplessi. Quando Poggi scrive: “Ridurre immediatamente una spesa pubblica ormai fuori controllo” le probabilità che un Poggi, o dieci Poggi coalizzati, o cento Poggi organizzati possano fare una cosa del genere è dello 0,0000001 %. L’ “imperativo categorico” dell’Indignato da chi dovrà essere realizzato? Dalla Fata dai capelli turchini?

Leggo su quotidiani e siti online, anche con una certa soddisfazione, che la parola “indignata/o” sta letteralmente imperversando un po’ ovunque (giustamente) per le più svariate e giustificate ragioni e ingiustizie che, quotidianamente, avvengono in questo Cantone, sempre più alla deriva.

La recentissima notizia/truffa del bambino “fantasma” di Aldesago, sponsorizzata generosamente dai contribuenti ticinesi, non è che l’ennesima conferma. I funzionari incaricati cosa controllavano? Ma ormai questo è il Cantone dove troppi politici hanno sempre il sorriso sulle labbra, specie di questi tempi, quando invece purtroppo non ci sarebbe e non c’è nulla da ridere, anzi.

Coloro che, coraggiosamente, hanno fondato pubblicamente il movimento politico Fronte degli Indignati più di un anno fa, hanno quindi visto giusto con largo anticipo? Pare proprio di sì e la storia si ripete: dopo le classiche tre fette qualcuno ha finalmente capito che si trattava di polenta!

Certo che se c’è gente (elettori) che ancora pensa di cambiare questo stato di cose votando sempre gli stessi partiti e le stesse persone che ci hanno portato al “disastro” attuale, proprio non ci siamo. Quei partiti, specie i tre partiti storici, che con la loro politica poco lungimirante e troppo comoda del “quieto vivere” (ognuno si fa i voti suoi…) di questi ultimi sedici anni, hanno portato il Cantone in questa disastrosa situazione e ora i cocci sono di tutti! Grazie!

Ma recriminare sul passato serve a poco (ognuno si prenda però le proprie responsabilità) e allora ecco che il nostro movimento, se eletto in Parlamento, si concentrerà su questi cinque punti programmatici:

1) Priorità assoluta al lavoro per ticinesi e residenti (abbiamo sempre votato NO ai Bilaterali) poiché la situazione attuale, oltre a creare scompensi e tensioni sociali non indifferenti, provoca allo Stato perdite economiche enormi. Basti solo pensare ai quasi 11mila disoccupati (registrati e non) e alle 8.500 persone in assistenza.

2) Ridurre immediatamente una spesa pubblica ormai fuori controllo e che serve parecchio per foraggiare gli amici degli amici, bloccando di conseguenza investimenti necessari e progetti fermi da anni.

3) Riformare e snellire un’amministrazione pubblica elefantiaca, poco efficiente e lottizzata (voti) fino al midollo. Un Ufficio del Medico cantonale con 25 collaboratori? Ma dove siamo?

4) Una socialità giusta e responsabilizzante (diritti e doveri!) e non la “fabbrica del sociale”, dove i soliti noti continuano a “chiudere gli occhi” per paura di perdere voti.

5) Difesa del ceto medio/basso sempre più chiamato alla cassa e sempre meno valorizzato. Ecco perché ci indigniamo ed ecco perché abbiamo deciso di proporre la nostra lista per l’elezione del Parlamento dove, se eletti, porteremo avanti un’azione politica onesta, concreta, coraggiosa e libera!

Donatello Poggi
candidato al Gran Consiglio per il Fronte degli Indignati

Relatore

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