La domanda del Mattino. Ritiene che gli scandali diventati di pubblico dominio negli scorsi giorni siano casi isolati, magari suscettibili di ‘sgonfiarsi’ nel corso delle indagini, o spie di un più preoccupante fenomeno di ‘scadimento’ generale?
Ho risposto così. Di scandali ce ne sono sempre stati.
Finanziari, politici, medici, sociali, criminali. Il nostro microcosmo ne ha avuto la sua bella dose, non saprei dire se superiore alla media generale pro capite. È la memoria che, misericordiosa, ci fa la grazia. Se proprio vogliamo rimanere nell’ambito delle Contribuzioni possiamo ricordare che nel 2006 esse furono colpite da un grosso scandalo coinvolgente funzionari dirigenti (che furono cacciati ma non subirono condanne penali).
Quanto allo “scadimento”, che è il tema della domanda, io vedo piuttosto uno “smarrimento” della nostra società. Dopo decenni forse troppo facili (ma è lecito recriminare sulla fortuna?) la gente sembra incapace di reggere psicologicamente determinate avversità, è meno disposta a lottare, vuol essere sin da subito “assistita”. Non accetta l’idea che, almeno in parte, il vento possa essersi girato. La considera un’ingiustizia.
La nostra società sta mutando, rapidissimamente. Non che io sia per principio contrario al cambiamento (che è comunque inevitabile). Ma… dobbiamo noi sentirci minacciati, nella nostra identità, nei nostri valori, nella nostra qualità di vita? Senza dubbio sì. Da che cosa potrà venirci una (totale o parziale) salvezza? Dalla nostra capacità di resistere, non vedo altro. Per resistere, unirci, anche al di là dei confini di un singolo partito.
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