Il professor Lurati è sicuro. Noi, un po’ meno.
(tratto dal GdP)
È un tema che fa riflettere, che induce a pensare, a dialogare, eventualmente anche a dissentire. Ma, appunto, è un film di attualità, su un problema che coinvolge decine e decine di migliaia di esseri umani. Un film che indubbiamente è importante che quanti più svizzere e svizzeri e nostri ospiti possano vedere.
La cineasta propone il film alla Direzione artistica del Festival di Locarno. Che risponde con un modulo preconfezionato di poche parole indicando che non è possibile accoglierlo trattandosi di “Pardi di domani” cui la Schläpfer già si è annunciata per un’edizione passata. Nessun’altra vera motivazione.
Visto il tema, bruciante, che tocca la storia dell’Occidente, sarebbe certo stato possibile ammettere il cortometraggio di Aida Schläpfer (di cui abbiamo già visto parecchie cose notevoli). Chiediamo alla Direzione e anche alla Presidenza di riflettere un momento alla cosa. La decisione è stata certo presa da qualche funzionario, a livello di routine.
E noi siamo sicuri che Direzione e Presidenza sapranno trovare una soluzione giusta, equa e interessante.
Ottavio Lurati
NOTA. Venerdì sera alle 19 il film sarà proiettato al Rivellino
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