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“Rovinosa quant’altre mai” In una lettera al CdT dell’11 luglio, Gino Boffa, ingegnere, ha perorato con argomentazioni di assoluto buon senso la causa di un secondo consigliere federale UDC, “a condizione che l’UDC presenti candidati validi e condivisi”. L’UDC in passato ha presentato candidati tutt’altro che all’altezza del compito, come Adolf Ogi, come il padre della Giuda in gonnella, Leon Schlumpf e, di male in peggio, come Samuel Schmid. Per non parlare poi di Bruno Zuppiger, già in odore di appropriazione indebita da una massa ereditaria a lui affidata, finito in tribunale pochi mesi dopo la presentazione della sua candidatura, ritirata in zona Cesarini. Ma il problema vero è un altro, il fatto incontestabile che i due partiti borghesi, indispensabili per eleggere il secondo consigliere federale UDC, un UDC valido non lo condividono e, se proprio devono condividerne uno, sempre tra i meno validi lo vorrebbero. Il più valido di tutti, una spanna sopra tutti gli altri dal 1945 in poi, con la sola eccezione di Kurt Furgler, di nome Christoph Blocher, lo hanno malamente cacciato dopo soli 4 anni per far posto alla Giuda in gonnella, finta UDC, rovinosa per il paese quant’altre mai.
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Cacofonia Sentito la Signora Laura Boldrini a Srebenica, alla cerimonia del ventennale dell’orribile eccidio: “L’Italia è qui per omaggiare le vittime…”. Questo verbo omaggiare (da omaggio, rendere omaggio) sta nei dizionarii, ma assolutamente non mi piace, neppure se rivolto a migliaia di vittime innocenti, colpite dalla sfortuna di essere mussulmani in un paese dove esserlo è pericoloso. Come è adesso molto pericoloso non esserlo in altri paesi. Alle mie orecchie omaggiare ha un non so che di cacofonico. È come se la nostra buona Simonetta, recatasi a Lampedusa per omaggiarne gli abitanti che con tanta premura e disponibilità accolgono migliaia di disgraziati che rischiano la vita pur di fuggire dalla loro patria, portando in dono una simbolica forma di Sbrinz o Gruyère, dicesse: “La Svizzera è qui per formaggiare gli eroici soccorritori ….”.
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Sergej fa lo slalom tra i paletti Ammirevole, sul CdT, lo slalom tra Aristotile e Platone del Michail Suslov in formato tascabile del partito socialista ticinese, Sergio (Sergej) Roic, nel tentativo di rendere plausibile o giustificabile la giravolta anti-UE che da qualche settimana in qua sta sconvolgendo la base ideologica del partito. Un capovolgimento che potrebbe favorire in un futuro prossimo o remoto un riavvicinamento con i verdi di Sergio Savoia, detentore del copyright della virata euroscettica.
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Inge Rauscher, chi era costei? Una petizione promossa e inoltrata in Austria da una sconosciuta, Inge Rauscher, intesa a far uscire il paese dall’UE tramite votazione popolare, ha raccolto 261’159 firme. La decisione se ricorrere al voto popolare spetta al Parlamento, che normalmente porta alle urne tutte le petizioni che raccolgono più di 100’000 firme. Esattamente come i nostri consiglieri federali, Uli Maurer escluso, i ministri austriaci e buona parte dei parlamentari, quando si tratta di UE temono le urne più del diavolo l’acqua santa. Aspettiamo con impazienza di vedere come andrà a finire questa faccenda.
Gianfranco Soldati
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